Regione Campania sulla chiusura delle scuole: "Le misure previste dal decreto governativo sono inattuabili e del tutto virtuali"

2' di lettura 10/01/2022 - L'ordinanza regionale è fondata su un'istruttoria tecnica che tiene conto dei dati più aggiornati della Cabina di regia nazionale, delle valutazioni dell'Unità di crisi regionale, della richiesta di presidi e sindaci che segnalano criticità non risolvibili a breve. Lo spiega una nota della Regione Campania che riporta la sintesi dei contenuti delle documentazioni inviate al Tar Campania in relazione all'ordinanza numero 1 del 7 gennaio 2022 sulla chiusura della scuola dell'infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado fino al 29 gennaio.

Secondo Palazzo Santa Lucia risulta provata "una condizione di eccezionale e straordinaria necessità attestata, tra l'altro, da Rt di ospedalizzazione pari a 1,78, che indica il raddoppio dei ricoveri Covid in arco settimanale, esaurimento posti letto pediatrici Covid nella regione con popolazione più giovane d'Italia, blocco già decretato delle attività sanitarie di elezione, previsione di certo esaurimento di posti letto di degenza Covid nel breve periodo in mancanza di misure immediate". Inoltre, si legge, "le misure previste dal decreto governativo sono inattuabili e del tutto virtuali, almeno nel territorio regionale della Campania, tenuto conto che vi è impossibilità di assicurare il contact tracing e insostenibilità dei carichi da parte delle Asl, attestata dai dirigenti scolastici e da tutti i direttori generali delle aziende sanitarie campane".

E ancora: "in caso di sospensione dell'ordinanza vi sarebbe un danno irreparabile per la popolazione giovanile data la previsione del picco dei contagi per fine gennaio, in presenza di una bassissima percentuale di vaccinazione sotto i 12 anni". Per la Regione "le misure previste dall'ordinanza sono equilibrate e proporzionate: tutte le scuole sono aperte, si prevedono solo tre settimane di didattica a distanza per medie inferiori ed elementari. Tre settimane di respiro per i presidi, i sindaci e le Asl che ne hanno fatto richiesta per ampliare la fascia dei vaccinati e scavallare il picco dei contagi". La Regione Campania lamenta anche che "le misure nazionali non sono fondate sul parere tecnico-scientifico del Cts, che non è stato convocato, contrariamente a quanto richiesto da tutte le Regioni per assumere decisioni consapevoli".






Questo è un lancio di agenzia pubblicato il 10-01-2022 alle 14:50 sul giornale del 11 gennaio 2022 - 104 letture

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