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Gli uccelli marini sono stati i protagonisti dell'Earth Day al museo Dohrn di Napoli

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Sono stati gli uccelli marini i protagonisti dell'Earth Day organizzato alla Stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli nell'ambito del calendario di eventi previsti per la celebrazione dei 150 anni dell'Ente.

Al centro dell'attenzione le diverse specie migratorie che si nutrono in mare e in poco tempo possono sorvolare gli oceani, ma che nascono e si riproducono a terra. Gli uccelli marini, spiega una nota dell'Anton Dohrn, "per molti aspetti sono avvolti dal mistero, anche grazie a straordinarie capacità poco note al grande pubblico. Non tutti sanno, ad esempio, che i Pinguini imperatore possono raggiungere e superare i 500 metri di profondità, e che in Europa le Urie, che a differenza dei pinguini non hanno perso la capacità di volare, pescano le loro prede a fino 120 metri di profondità.

Le giovani Berte, poi, prima di nidificare possono restare in mare anche tre anni senza mai toccare terra, mentre gli Albatros sono sull'oceano continuativamente anche per otto anni. E ancora: la Sterna codalunga, che pesa solo un centinaio di grammi, compie il viaggio migratorio più lungo del mondo: dal Polo Nord al Polo Sud. Nei suoi 25-30 anni di vita arriva percorrere circa 2 milioni e mezzo di chilometri. Potrebbe cioè fare tre viaggi di andata e ritorno dalla Terra alla Luna".

Sono state tante le iniziative pensate in occasione della Giornata della Terra al Museo Darwin Dohrn: si è incominciato con una mostra fotografica del fotografo naturalista Alfonso Roberto Apicella, con oltre 100 scatti d'autore che sono andate in loop per l'intera giornata nella Sala Polifunzionale del Museo, consentendo ai visitatori in pochi minuti di osservare la bellezza delle forme e dei colori delle specie che solcano i mari sopra e sotto la superficie. Alle 16, poi, si è svolta "Un tuffo nell'ornitologia", un'attività di avvicinamento allo studio degli uccelli marini dedicata ai più piccoli, in cui attraverso un gioco d'identificazione delle specie presenti lungo un percorso prestabilito, l'ornitologo Rosario Balestrieri ha spiegato l'inurbamento del gabbiano reale, quali sono le principali differenze fra specie marine e terresti e, sulla spiaggia adiacente al Museo, illustrerà quali sono le problematiche di conservazione degli uccelli che vivono in mare.

Le attività sono preseguite alle 21, anche online sui canali social della Stazione Zoologica, la video intervista a tre esperti di uccelli marini: Federico De Pascalis, ricercatore presso l'Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale (ISPRA), che ha parlato della misteriosa vita dell'uccello delle tempeste (Hydrobates pelagicus), il più piccolo degli uccelli marini europei, che vaga fra Mediterraneo e Atlantico dove si nutre soprattutto di forme larvali planctoniche e piccoli pesci; Letizia Campioni, ricercatrice del MARE - Marine and Environmental Sciences Centre e ISPA - Instituto Universitário de Ciências Psicológicas, Sociais e da Vida, che dal Portogallo ha raccontato la storia del Petrello delle Bermuda (Pterodroma cahow), una specie definita "lazzaro" perché rinvenuta dopo un lungo periodo in cui la si riteneva estinta; Cecilia Soldatini, ricercatrice del CICESE - Centro de Investigación Científica y Educación Superior de Ensenada in Messico, che ha spiegato gli effetti del cambiamento climatico sugli uccelli marini, in particolar modo sugli uccelli pelagici in cima alla rete alimentare che si sviluppa in mare, come la Pardela Mexicana (Puffinus opisthomelas). Ha parlato, inoltre, della Fregata (Fregata magnificens) l'unico uccello marino che non può toccare il mare.










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