Parco Regionale dei Monti Picentini

Monti Picentini SA, Italia

Sito Web

0827.64413 089.866160

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Il Parco Regionale dei Monti Picentini è situato nel cuore dell’Appennino Campano con un’estensione di circa 63.000 ettari, nell’ambito di un comprensorio che interessa le province di Avellino e Salerno, è situata un’area geografica di elevata importanza strategica sotto il profilo ambientale, idrogeologico, territoriale oltre che per le citate province, per l’intera Regione Campania e per le Regioni confinanti.

Questo sistema orografico occupa un ampio comprensorio che si estende tra il corso superiore dei fiumi Calore, Sabato e Sele.

In particolare, la complessa ed articolata catena montuosa dei Picentini può essere delimitata a nord dal fiume Ofanto e dalla direttrice Lioni – Nusco – Castelvetere sul Calore-Chiusano San Domenico; ad ovest dalla Valle del Sabato fino a Serino, dal torrente Solofrana e dalla Valle dell’ Irno; a sud dal fiume Picentino e ad est dalla Valle del Sele.

L’impalcatura della intera struttura dei Monti Picentini, costituita da calcari, calcari detritici e dolomitici microcristallini, grigiastri o avana e dolomie (Cretaceo-Giura-Lias-Trias) è circondata oltre che dai prodotti vulcanoclastici ed alluvionali anche e soprattutto da formazioni Flyschioidi prevalentemente Mioceniche( argille ed argille sabbioso-siltose di vario colore con inglobati elementi litici di natura calcarea ed arenacea aventi varie dimensioni).

Tutte le strutture montuose, di natura carbonatica, sono ricoperte da coltri di materiale di origine vulcanica (piroclastiti, pomici, lapilli, paleosuoli, scorie, tufi ecc..) attribuibili alle manifestazioni parossistiche degli apparati vulcanici del Somma-Vesuvio dei Campi Flegrei.

L’alta valle del fiume Sele limita il massiccio più ad est separandolo da quello del Marzano, mentre verso nord i Picentini incombono con i loro contrafforti boscosi sulla alta valle del fiume Ofanto e sul medio corso fluviale del Calore. A sud infine essi scendono rapidamente sul fianco orientale del golfo di Salerno e sulla piana del Fiume Sele.

Il gruppo dei Monti Picentini dell’Appennino campano separato dal Partenio dal profondo solco del corso superiore dei fiumi Sarno e Sabato, limitato ad oriente ed a settentrione dai fiumi Sele e Calore é formato da calcari e dolomie interessati dalla profonda circolazione dell’acqua cui si devono numerose grotte: la Grotta dello Scalandrone (Giffoni Valle Piana), la Grotta dell’Angelo (Olevano sul Tusciano), le Grotte di Strazzatrippa (Acerno).

Coperto da boschi, dalle alte valli dei Calore e del Tusciano si articola in vari massicci, tra i quali il Cervialto, il Polveracchio, l’Acellica, il Mai, che conseguono quote tra i 1.600 ed i circa 1.800 metri s.m., ed il meno elevato Montagnone di Nusco (1.492 metri); al sistema montuoso si associa un territorio collinare con valli e gole di straordinaria bellezza paesaggistica. Le pareti di roccia del Terminio, la cresta dell’Accellica, le grandi faggere del Cerviato e del Polveracchio, gli altipiani carsici di Laceno, di Verteglia, del Dragone e del Gaudo e, poi, sorgenti e forre, grotte come antichi luoghi di culto, ruderi di fortilizi e castelli medioevali: lo scenario dei Picentini – al confine tra le province di Salerno ed Avellino, ma ancora prossimo alla grande area metropolitana di Napoli cui si connette mediante le due autostrade, per Bari e Salerno-Reggio Calabria ed una rete di belle strade – segna il punto in cui l’Appennino campano, dopo il Taburno, il Camposauro ed il Partendo, si innalza verso i duemila metri, proponendo al turista panorami montani, vette e sentieri comparabili a quelli abruzzesi e calabri.

Protetto dal Parco Regionale dei Picentini, il territorio è sede, dal 1995, della Comunità Montana “Monti Picentini” al cui interno ricadono due oasi WWF, del Monte Accellica e del Polveracchio.

I Monti Picentini sono nettamente decentrati rispetto all’asse appenninico, verso il Mar Tirreno. Il massiccio costituito nella sua ossatura da calcari e dolomie della piattaforma campano-lucana, è diviso in due gruppi montuosi dal solco tettonico che connette le valli dei fiumi Calore e Tusciano. Il primogruppo (Picentini occidentali) culmina nelle cime del Terminio (1.806 metri.), dell’Accèllica (1.606 m.) e del Monte Mai (1.607 m.), il secondo gruppo (Picentini orientali), meno aspro, culmina nelle cime del Monte Cervialto (1.809 m.) e del Monte Polveracchio (1.790 m.).

Forme e morfologie carsiche caratterizzano il Parco, formando ampi bacini, quali la Piana del Dragone, il piano d’Ischia, quello di Verteglia, il Piano di Campolaspierro ed i Piani del Gaudo, Migliato e Laceno. Quest’ultimo ospita l’omonimo lago – specchio d’acqua effimero legato al periodo invernale-primaverile e principale alimentatore delle sorgenti di Caposele – ed una stazione turistica bistagionale. Le particolari condizioni idrogeologiche rendono la catena montuosa dei Picentini il più importante serbatoio idrico naturale dell’intero Appennino Meridionale: dai Picentini nasce la gran parte dei maggiori fiumi campani, tra i quali il Sele, il Calore, il Sabato, il Tusciano, l’Irno, il Picentino. a Lago Laceno. Gli acquiferi presenti nell’importante bacino imbrifero del Parco, vanno tutelati dal rischio di depauperamento delle risorse idriche.

La flora del Massiccio si presenta molto ricca e di notevole interesse geobotanico, costituita com’è da oltre 1.260 entità con una alta percentuale di endemismo (8%) da sola bastevole a giustificare l’istituzione di un Parco. Altrettanto numerosa la fauna che annoverà la presenza del lupo, del gatto selvatico, della volpe; presenti anche piccoli roditori come il topo quercino, il moscardino ed il ghiro.

Le foreste miste meso-mediterranee sono fisionomicamente dominate da aceri, ornello, roverella, carpini, carpinella, falso pistacchio, ontano napoletano, ed, infine, sulle rupi della testata della Valle della Caccia di Senerchia, tra i 750 ed i 1.600 metri, annoverano la non comune presenza del il pino nero d’Austria, qui autoctono con una popolazione formata da individui affini al pino nero abruzzese di Villetta Barrea. Vivono qui anche la poiana, il gheppio, l’upupa, l’allocco, il gufo reale, il gracchio corallino ed il raro picchio nero.

I comuni del parco sono: Acerno, Bagnoli Irpino, Calabritto, Calvanico, Campagna, Caposele, Castelvetere sul Calore, Castiglione del Genovesi, Chiusano di San Domenico, Eboli, Fisciano, Giffoni Sei Casali, Giffoni Valle Piana, Lioni, Montecorvino Rovella, Montella, Montemarano, Montoro, Nusco, Olevano sul Tusciano, Oliveto Citra, San Cipriano Picentino, San Mango Piemonte, Santa Lucia di Serino, Santo Stefano del Sole, Senerchia, Serino, Solofra, Sorbo Serpico, Volturara Irpina.

La sede del parco è ubicata in via Roma (Palazzo di città) – 83051 Nusco (AV)

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