Comune di Agropoli

Piazza della Repubblica 3 - 84043 Agropoli (Sa)

Sito Web

0974.827411

Il comune di Agropoli è un’importante centro costiero situato nel Cilento, alle porte occidentali del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, sul mar Tirreno all’estremità meridionale del golfo di Salerno ed a sud della piana del Sele.

Il Municipio è situato in Piazza della Repubblica 3 cap. 84043.

Il territorio di Agropoli è stato frequentato a partire dal Neoliticoda popolazioni dedite alla caccia e alla pesca.

Alla foce del fiume Testene in passato c’era una baia, utilizzata dai Greci per scambi commerciali, sia prima che dopo la fondazione della vicina Poseidonia (Paestum). Sul vicino promontorio, che prese il nome di “Petra”, a metà del VII secolo a.C. venne edificato un tempio dedicato ad Artemide. In epoca romana, a partire dal I secolo a.C. è attestata la presenza di un piccolo borgo marittimo, Ercula, in prossimità dell’attuale lungomare San Marco, destinato a servire da approdo anche per la vicina Paestum, il cui porto andava insabbiandosi.

In seguito alle incursioni dei Vandali nel V secolo il borgo, difficilmente difendibile, venne abbandonato dagli abitanti, che si trasferirono sul vicino promontorio. Tra il 535 e il 553, con la guerra greco-gotica i Bizantini vi collocarono una roccaforte, che prese il nome di Acropolis (“città alta”). Alla fine del VI secolo vi si rifugiò il vescovo di Paestum per sfuggire ai Longobardi. Con l’arrivo di profughi bizantini dalla Lucania Agropoli si ingrandì e divenne sede di un vescovato.

Nell’882 i Bizantini furono cacciati dai Saraceni, i quali costruirono un ribàt (nuova fortificazione): da qui partivano gli attacchi ai paesi vicini fino a Salerno. Nel 915 i Saraceni furono cacciati e Agropoli tornò in mano ai vescovi, che intanto si erano stabiliti a Capaccio. I vescovi dominarono la città per tutta l’epoca medioevale, insieme ai centri di Ogliastro ed Eredita, e ai villaggi di Lucolo, Mandrolle, Pastina, San Marco di Agropoli e San Pietro di Eredita, che componevano il feudo di Agropoli.

Nel 1412 i feudi di Agropoli e Castellabate furono ceduti da papa Gregorio XII al re Ladislao di Durazzo (1386 – 1414) come parziale pagamento di debiti accumulati nell’arco di alcune guerre. Il 20 luglio 1436 Alfonso V d’Aragona concesse i feudi di Agropoli e Castellabate a Giovanni Sanseverino, già conte di Marsico e barone del Cilento, che come compenso doveva versare ai vescovi di Capaccio 12 once d’oro l’anno. Solo nel 1443 il re riprese possesso del territorio.

Successivamente Agropoli passò sotto il dominio di diverse casate: tra il 1505 e il 1507 Rodrigo D’Avalos marchese di Vasto e, fino al 1552, i Sanseverino. In seguito alla perdita dei suoi possedimenti da parte del principe Ferrante, ultimo rappresentante dei Sanseverino, accusato di tradimento nel 1553, Agropoli passò ai D’Ayerbo d’Aragona, nel 1564 ai Grimaldi, nel 1597 agli Arcella Caracciolo, nel 1607 ai Mendoza, nel 1626 ai Filomarino già principi di Roccadaspide, nel 1650 ai Mastrillo, che si alternarono per un breve periodo con gli Zazzero d’Aragona. I Sanfelici, duchi di Laureana, conservarono il potere sulla cittadina fino all’abolizione del sistema feudale.

Nel Ottocento Agropoli iniziò l’espansione oltre l’antico borgo.

Dal 1811 al 1860 fece parte del circondario di Torchiara, appartenente al distretto di Vallo del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d’Italia fece parte del mandamento di Torchiara, appartenente al circondario di Vallo della Lucania.

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