Il Castello e la cinta fortificata del borgo medievale

Via S.Del Vecchio, Agropoli, SA, Italia

Il Castello è a pianta triangolare e con 3 torri circolari, si erge sul promontorio incastrandosi come un vertice nell’interno dell’area del borgo antico, mentre la base si protende al di fuori del nucleo abitato, come fortificazione avanzata sul versante collinare dal pendio più dolce e più esposto agli assalti.

Attorno alle mura del Castello gira un largo e profondo fossato, ormai ben distinguibile solo sul lato verso il borgo, mentre è quasi scomparso il dislivello sul lato orientale a causa dei lavori agricoli e dei cedimenti del terreno avutisi nel corso dei secoli.

Le feritoie poste all’interno delle torri e della cortina muraria percorsa da un corridoio coperto, direzionando i tiri di balestre ed armi da fuoco sul fossato e di fronte, proteggevano il Castello da chi vi si avvicinava attraverso l’unico accesso (lato nord) che obbligava a passare davanti alla sua facciata principale, prima di accedere in esso grazie ad un ponte levatoio in legno.

Questo si univa nella difesa al profondo ed ampio fossato che lo cinge, la cui funzione in epoca angioina era quella di non far avvicinare le macchine da guerra e di far esporre gli assalitori in un’area scoperta, ove venivano bersagliati dalle armi dei difensori.

Il suo muro perimetrale presenta oggi un varco, aperto per poter salire al castello. Sulla base dei dati scaturiti da recenti lavori di recupero, con il conseguente rinvenimento di una feritoia posta a circa m. 2.00 al di sotto dell’attuale suo livello, si evince che esso doveva essere ben più profondo. Posti di guardia sorvegliati dalle sentinelle raggiungevano con l’ausilio di strette scale di servizio la sommità delle torri, controllando sia la base del castello che il suo ingresso principale.

Meno austero, per la sua fisionomia di carattere residenziale si presenta il cosiddetto palazzo del governatore che, da originario edificio dalle funzioni feudali-militari, prese successivamente – si veda il loggiato – l’aspetto della dimora residenziale, in un periodo in cui le esigenze belliche non erano più predominanti; ed esso accoglieva la corte baronale e il feudatario del momento, essendo subentrata la “pace” spagnola al turbolento periodo degli scontri tra Aragonesi e Francesi e delle congiure baronali che hanno visto per protagonisti i Sanseverino (prima Antonello (1496), poi Ferrante (1552).

Attualmente il Castello presenta l’aspetto assunto dopo le ristrutturazioni d’età aragonese (XV sec. d.C.) che devono aver notevolmente ampliato l’originario impianto a forma triangolare. L’interno del castello è occupato dalla piazza d’armi e da una serie di edifici addossati sui lati settentrionale e orientale. La piazza, oggi adibita a giardino e a teatro all’aperto, non è frutto di un riempimento artificiale, ma poggia direttamente sulla roccia inglobata a suo tempo nelle mura perimetrali del castello, mentre sul lato settentrionale si trova la “Sala dei francesi”, così chiamata a ricordo della sosta che vi fece il drappello delle truppe francesi durante il periodo napoleonico.

Imponente era anche la Cinta fortificata che circondava il borgo, protetta da alte torri quadrate che ricordano la conquista normanna, ma che probabilmente riconducono soprattutto al potenziamento dell’impianto difensivo voluto da Federico II nel 1242.

Vi si accedeva dall’ingresso principale, l’attuale portale trasformato nel corso del Seicento dai Sanfelice, il cui stemma è unito a quello dei delli Monti, della cui famiglia estinta con la moglie di Gian Francesco, essa assunse il nome.

Nel 1807 la cinta, nel tratto che prospetta la loc. Lecina ed il golfo di Paestum, appare ancora integra; ma nel corso del secolo esso sarà rimosso per far passare la nuova strada di accesso al borgo.

Il Castello di Agropoli è legato in particolare a due personaggi: Luisa Sanfelice, personaggio minore della rivoluzione napoletana del 1799, la cui vicenda umana ispirò il romanzo di Alexandre Dumas (padre) La San Felice e la scrittrice francese Marguerite Yourcenar che vi ambientò il racconto “Anna, soror”.

Attualmente il Castello è visitabile gratuitamente tutto l’anno ed è sede di importanti eventi culturali.

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