Comune di Altavilla Silentina

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Il comune di Altavilla Silentina, il suo borgo medioevale è situato su una collina ammantata di olivi con considerevoli differenze in elevazioni, partendo dai 275 metri s.l.m. della soglia della “Porta San Biagio”, che era l’ingresso della città medioevale, fino ad arrivare ai 313 metri s.l.m. del castello Normanno.

Il Municipio è situato in Piazza Umberto I cap. 84045.

Il territorio di Altavilla è stato abitato fin dalla preistoria come testimoniano alcuni antichi insediamenti e reperti del VII secolo a.C. trovati in località San Lorenzo. Nei pressi del territorio di Altavilla si pensa sia localizzato il campo di battaglia dove Spartaco e i suoi 60.000 schiavi ribellatisi a Roma subirono la loro ultima e definitiva sconfitta nel 71 a.C. ad opera del generale romano Gneo Pompeo Magno. Una località al di là del fiume porta ancora oggi il nome Pompeo.

La storia dell’attuale borgo di Altavilla è cominciata nella seconda metà del secolo XI, quando intorno all’anno 1080 d.C. i Normanni edificarono il paese a pianta triangolare cingendolo di mura con tre porte d’ingresso: Porta di Suso, Porta Carina e Porta San Biagio. I Ferrara scrivono nel loro libro su Altavilla: I Normanni eressero il castello nel medio evo di stile barocco e con cemento lapidiscente fu restaurato diverse volte dai diversi feudatari, ma meglio da Pompeo Colonna nel secolo XVII, come si rileva da una lapide. Alcune delle muraglie hanno alla base la spessezza di 4 metri. Verso il 1844 il proprietario Francesco Saverio Mottola lo abbellì e lo accrebbe…

I Normanni eressero anche la Chiesa di Sant’Egidio, nominata badia con abate mitrato nullius: per questo Altavilla ha meritato il titolo di città sin dai primi momenti della sua storia. Fondatore del borgo medioevale è considerato Roberto il Guiscardo, della casata francese degli Altavilla, da cui prende il nome il paese.

Nell’estate del 1553 ci fu l’assalto al castello di Altavilla da parte dei FORAGIDOS al servizio di Isabella Villamarino e suo marito Ferrante Sanseverino, principe di Salerno. La congiura fu sventata e finirono in carcere il governatore Piscitelli, Giovanni Jacopo Scarpelli di Capaccio, Nicola Antonio Gaudiano, l’abate Mucio Capece di Napoli ed altri i quali furono sottoposti alla tortura della corda nel carcere di Porta Capuana di Napoli. I verbali degli interrogatori sono conservati nell’archivio storico di Simancas (Spagna).

Per distinguerla dalle altre città con lo stesso nome, ben cinque in Italia, al borgo fu dato il nome di Altavilla del Cilento, in seguito il nome di Altavilla di Capaccio e infine con delibera del consiglio municipale, del 9 settembre 1862 fu definitivamente adottato il nome di Altavilla “Silentina”, perché situata tra i due fiumi Sele e Alento. Come borgo medioevale Altavilla ha avuto anche la sua modesta storia. Avendo preso parte alla congiura dei baroni contro Federico II di Svevia, la città fu rasa al suolo nel 1246. La breccia nelle mura fu aperta in una località ancora nota al giorno d’oggi come “muro rutto”, situato in via Portanova. Per volere dello stesso imperatore nella distruzione del paese furono risparmiati il castello e “la Chiesa di Sant’Egidio, perché di regio patronato.” La città fu nuovamente ricostruita a pianta quadrangolare, con l’aggiunta di una nuova porta detta appunto Porta Nova. Un insigne feudatario del paese fu Carlo di Durazzo, che la ricevette in regalo dal re di Napoli. Qualche anno più tardi lo stesso Carlo di Durazzo salì al trono di Napoli col nome di Carlo III di Napoli (1381-1387).

Un altro evento degno di nota nella storia del paese si ebbe nel 1799. Quando l’eco della rivoluzione francese raggiunse anche il Sud d’Italia, ad Altavilla fu proclamata larepubblica. La popolazione di Altavilla si schierò con i giacobini della repubblica partenopea e anche nella piazza principale di Altavilla si piantò l’Albero della libertà. Un gruppo armato di sanfedisti provenienti dalla vicina Eboli si prese carico di prendere con le armi la ribelle Altavilla. Il loro capo si era trincerato dietro gli alberi della foresta adiacente al paese e con un cannone da campagna comincio a colpire l’abitato. Gli abitanti, poco atti alle armi, cominciarono a disperarsi e ricorsero all’aiuto di sant’Antonio di Padova, la cui statua era venerata nella Chiesa del Convento dei francescani. Gli Altavillesi vestirono la statua del santo in modo goffo con sciabola a tracolla e giberna, con schioppo e cappello a due punte e la collocarono in mezzo alla piazza. Tale vista provocò il riso beffardo del capo sanfedista che disse sprezzante: “Lo farò saltare in aria questo struppone furmiculusu” e sparò. Il suo cannone si spezzò in tredici parti e sbigottito scappò tra le bestemmie e gli sguardi attoniti dei suoi compagni. Gli Altavillesi gridarono al miracolo e istituirono una speciale devozione per il santo di Padova: è da allora che ogni anno il 13 giugno, giorno liturgico della sua festa, la statua del santo visita le famiglie del paese entrando di casa in casa. La processione del santo inizia la mattina alle 8 e termina verso le 11 di sera con grande partecipazione di popolo.

Dal 1811 al 1860 ha fatto parte del circondario di Capaccio, appartenente al Distretto di Campagna del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d’Italia ha fatto parte del mandamento di Capaccio, appartenente al Circondario di Campagna.

Lo sbarco delle forze alleate nella Piana del Sele, con la cosiddetta Sbarco a Salerno, che seguì a poche ore dal proclama di armistizio delle 19:42 dell’8 settembre comunicato via radio dal capo di governo, maresciallo Pietro Badoglio, colse di sorpresa anche gli abitanti di Altavilla che, come di tradizione il giorno 8 settembre sera, stavano celebrando la festa della Madonna di Montevergine, che chiude le celebrazioni festive estive in Altavilla. Le festività includono anche tradizionali fuochi di artificio e fiaccolata.

Molti Altavillesi, nei giorni seguenti allo sbarco, fuggirono nei paesi dell’interno con l’intenzione di sfuggire alla battaglia che in Altavilla si prevedeva abbastanza violenta. Tra i civili, 85 furono le vittime accertate di questi giorni di conflitto sul territorio altavillese. Il 13 settembre fu il giorno in cui lo scontro bellico si fece più acceso proprio in Altavilla. I tedeschi si riorganizzarono e sferrarono il contrattacco, riconquistando Battipaglia ed Altavilla Silentina. Il generale Clark decise allora di far intervenire i paracadutisti dell’82ª Divisione Aviotrasportata statunitense ma senza i risultati attesi. Fu così che il generale Alexander decise di optare per l’intervento della squadra navale: un duro risvolto si ebbe sulla popolazione civile a causa dei bombardamenti aerei, apocalittici per entità, terrore ed orrori.

Dopo la seconda guerra mondiale fu aperta una nuova strada che da Olivella permette di raggiungere il capoluogo passando per la località “Tempa di Pilato”, aggiungendosi così alla prima e antica strada del Muraglione e alla strada che passa per la località della Macchia. Una nuova sezione del paese fu anche costruita e allargata dopo il conflitto mondiale. La zone della Peschiera ha raggiunto uno sviluppo considerevole con la costruzione di nuove case e nuovi edifici, come la scuola media statale Giovanni XXIII.

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