Broccolo San Pasquale

Agro Nocerino Sarnese

Il territorio interessato alla produzione del Broccolo San Pasquale sono le Aree pianeggianti del napoletano e dell’agro nocerino-sarnese.

Di questo ortaggio invernale si utilizzano comunemente le foglie, le parti tenere del fusto e le infiorescenze, prelevate in più fasi grazie all’attitudine a “ricacciare” dopo la raccolta.

Afferisce alla specie Brassica oleracea convr. botrytis var. cimosa, nell’ambito della famiglia delle Brassicacee o Crucifere. La pianta è erbacea e raggiunge ordinariamente un’altezza di 50-70 cm; la coltura è a ciclo annuale.

La foglia presenta forma “lirata”, caratteristica della specie; i fiori di colore giallo sono raccolti in infiorescenze ben serrate.

La coltura è da pien’aria; l’epoca di trapianto va da agosto alla metà di settembre; la raccolta, eseguita manualmente in più riprese, ricade nel periodo gennaio-marzo, è effettuata riunendo in mazzetti foglie e steli teneri. La densità colturale è di 2-3 piante a metro quadrato; il trapianto viene eseguito disponendo le piante a file distanti tra loro circa 90 cm. Viene coltivata senza l’ausilio dell’irrigazione e senza la presenza di tutori. Dopo ogni raccolta, operata manualmente, il prodotto viene posto in cassette di legno e/o plastica ed è inviato ai mercati.

La coltivazione di questo ortaggio è antichissima ed è stata praticamente abbandonata da molti decenni; è sopravvissuto solo presso qualche orto per autoconsumo. Presenta eccellenti caratteristiche organolettiche, sapore e profumo intensi; secondo tradizione era impiegato saltato in padella con olio e aglio in abbinamento con pane raffermo o come contorno per piatti invernali di carne, o lessato e condito con olio e limone o anche in zuppe con altri ortaggi.

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