Chiesa SS. Salvatore

Via San Salvatore, Baronissi, SA, Italia

Sito Web

089.955522

09:00-12:00 16:00-19:00

La Chiesa del Santissimo Salvatore è ubicata in Via San Salvatore.

La chiesa venne costruita intorno all’anno Mille in un luogo elevato del villaggio di Saragnano detto la Morte. Racconta la leggenda che il Salvatore su tre luoghi prescelti per la propria dimora – la Morte, la Starza ed un luogo intermedio- preferì quest’ultimo sito e qui fu costruita la chiesa. Questo primitivo edificio, del quale sono rimasti soltanto i muri perimetrali e il frontespizio, venne abbandonato subito dopo per motivi a noi ignoti e fu ricostruito più a valle. Le prime notizie sulla nuova chiesa risalgono al principio del Trecento.

Nel 1376 l’arcivescovo Guglielmo di Capua diede il suo assenso alla fondazione di una confraternita dedicata a S. Caterina. La bolla di erezione della stessa venne ritirata nella curia arcivescovile il 15 luglio del 1400 dal rettore della chiesa don Nicola de Arturo e dai mastri della cappella. L’intitolazione a s. Caterina può far sospettare che una spinta all’erezione della congrega sia venuta ad opera della regina Margherita di Durazzo, molto legata alle nostre terre e particolarmente devota della detta santa.

In una bolla dell’arcivescovo Nicola del 1422 la chiesa è detta parrocchiale, come pure nel 1511 negli atti della visita pastorale del cardinale Fregoso. Nel 1542 Giovanni Paolo de Tisis, vescovo di Acerra, in visita alla nostra parrocchia, concesse 40 giorni di indulgenze a tutti i fedeli che avessero visitato la cappella di s. Caterina nelle domeniche di settembre e il giorno 25 di novembre, festività di s. Caterina di Alessandria. Nella visita del 1564 il cappellano ed il rettore sono distinti. La parrocchia conta 200 fuochi. Nella chiesa vi sono “plures” cappelle. Si ricordano in particolare quelle di S. Caterina e del SS. Corpo di Cristo con le rispettive confraternite.

Il 28 novembre del 1557 l’arcivescovo Seripando visitò la parrocchia. Dalla sua relazione risulta che il cappellano è don Giovanni Battista de Alferio, nipote del precedente, e il rettore don Lorenzo de Felice. La cappella di s. Caterina è posta alla destra della chiesa. Nel 1584 furono effettuati urgenti lavori di restauro alla chiesa e al campanile. Vennero sostituite centinaia di tegole al tetto poiché la pioggia penetrava all’interno dell’edificio e fu ricostruito il campanile il quale stava ”ad hora ad hora per cascare”. Una di queste tegole, con impressa la data 1584, veniva conservata come cimelio al principio del Novecento dal curato don Vincenzo Mari.

La chiesa cinquecentesca era a tre navate ”con tavole pittate” in quella centrale. Nella prima visita seicentesca effettuata il 23/6/1608 il cappellano è don Michelangelo Alfieri e il rettore don Marcello Pizza. In cornu epistulae vi l’altare del Corpo di Cristo dove è eretta l’omonima congrega. In cornu evangelii è situato l’altare del Rosario, anch’esso con confraternita. Nella nave maggiore è posta la cappella di s. Maria della Pietà. Questa cappella venne eretta nel 1503 da una certa Berardella Zimanda la quale lasciò alla chiesa un comprensorio di case con giardino annesso sito a Casa Siniscalco. Da allora in queste case il curato fissò la propria abitazione. I più antichi libri della chiesa risalgono al 1612 e furono stilati dal curato don Giulio Barrella. Nella stessa chiesa si riuniva il decurionato (consiglio comunale) al suono della campana grande. Al principio del Settecento risale la bellissima statua dell’Assunta, che si conserva nella chiesa, opera dell’artista locale Nicola Fumo.

Nella prima metà del Settecento l’antica chiesa era cadente.

Nel 1728 ebbe inizio la costruzione dell’attuale edificio per la cui realizzazione vennero impiegati alcuni mastri fabbricatori di Settefico (Fisciano) sotto la guida dell’ingegnere Carlo de Blasio di Napoli. L’opera venne completata nello spazio di due anni. Nel 1762 venne sostituita la porta principale della chiesa con una nuova, sistemata in un frontespizio di pietra nel quale ancora oggi si legge l’anno della sua costruzione.

Nel 1811 il parroco don Tommaso Quaranta stilò un inventario dei quadri e delle statue esistenti nella chiesa, ma un elenco più particolareggiato delle opere d’arte poste nella parrocchiale venne stilato dal parroco don Vincenzo Mari nel 1917 che si riporta:

  • altare maggiore dedicato al SS. Salvatore nel quale vi è l’immagine del titolare;
  • altare dell’Immacolata Concezione – primo a destra di chi entra – con l’immagine dipinta su tela ad olio;
  • altare di s. Anna – secondo a destra – di proprietà della famiglia Mari, con l’immagine della santa dipinta a fresco;
  • altare dell’Addolorata – terzo a destra – con una statua dell’Addolorata, un’altra di s. Giovanni Evangelista e un Crocifisso a grandezza naturale;
  • altare di s. Francesco di Paola – quarto a destra – con statua di legno di pregio del santo;
  • altare dell’Angelo Custode – primo a sinistra – con statua in legno;
  • altare di s. Biagio – secondo a sinistra – con quadro di s. Biagio, la Beata Vergine e s. Donato;
  • altare del Sacro Cuore di Gesù – terzo a sinistra – con statua;
  • altare del SS. Rosario – quarto a sinistra – di proprietà della congrega,con statua della titolare’.

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