Castello di Battipaglia o Castelluccia

Via Roberto Il Guiscardo, Battipaglia, SA, Italia

Il Castello di Battipaglia denominato Castelluccio o comunemente anche “Castelluccia” si riconnette alla storia della Chiesa salernitana ed ai suoi tanti possedimenti.

Risulta menzionato, infattti, per la prima volta, in un documento del 1080 d.C. con cui il re normanno, Roberto il Guiscardo, ne fa concessione all’Arcivescovo di Salerno. Edificato a protezione degli abitanti delle terre del Tusciano, per la sua imponenza e collocazione strategica e geografica, consentiva di controllare e proteggere dall’alto i monasteri di S. Mattia e Sant’Arcangelo, i due luoghi di aggregazione e di vita religiosa del tempo. In quel periodo, infatti, Battipaglia era costituita da questi tre casali. Il Castelluccio rimase fino al secolo XII sotto l’autorità della Chiesa.

Successivamente, dopo la morte di Arrigo VI, il capitano del suo esercito, il conte Marcoaldo, si impossessò del Castelluccio ristrutturandolo ed ampliandolo. Tuttavia, in esecuzione delle disposizioni testamentarie di Federico II di Svevia, cui è imputabile la prima costruzione fortificata, il bene rientrò in possesso della Mensa Arcivescovile di Salerno. Quest’ultima riprese il possesso delle torri, della cappella mariana, degli edifici, dei vigneti, degli uliveti e del relativo frantoio e ne mantenne la proprietà fino al Settecento quando entro a far parte dei possedimenti feudali della famiglia Doria di Angri e per breve tempo della famiglia Colonna.

All’inizio del Novecento la fortezza venne venduta a Luigi Pignatelli di Strongoli, appartenente ad una famiglia di antica nobiltà napoletana.

L’ultima della casata sposò un Ferrara di Olevano: lo stemma visibile all’ingresso presenta, infatti, le insegne delle due famiglie.
Questi ne affidarono la ricostruzione all’architetto Farinelli che, per renderlo più consono ai gusti del tempo, abbandonò la tradizione costruttiva dell’intonaco per l’utilizzo del laterizio a vista per gli ornamenti strutturali e decorativi.

L’edificio simbolo della Città di Battipaglia, oggi di proprietà privata, non è in un buono stato di conservazione e necessita di costosi interventi di recupero.

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