Area Sacra di Santo Stefano

Area Archeologica Località S. Stefano 84021 Buccino SA

L’Area Sacra di Santo Stefano è situata nell’omonima località di Buccino. L’area è chiusa, a sud, da un ripido pendio che insiste su di un banco roccioso calcareo, e, a nord, da un muro perimetrale orientato est- ovest.

Dagli scavi non sono ancora emersi esattamente i suoi limiti sugli altri versanti; più in generale, la necropoli si estende su tre terrazze, delimitate da strutture di contenimento.

Intorno alla metà del IV sec. a.C. viene costruito un complesso edilizio, a tre terrazze, nell’area occupata da una necropoli a partire dalla fine dell’VIII inizi del VII sec. a. C., pertinente ad un nucleo insediativo testimoniato anche dal rinvenimento di un piccolo edificio tardo arcaico nel settore ovest dell’area e da precedenti strutture  inglobate nelle successive fasi costruttive.

Il complesso è costituito da un’ampia piazza porticata delimitata a sud da un edificio che si imposta su un precedente basamento rettangolare. Ad ovest erano due ambienti quadrati, uno dei quali, addossato all’edificio sud, ha conservato una pavimentazione a mosaico, lavapesta e coccio pesto che permette di identificarla come sala da banchetto. Della seconda sala restano invece fondazioni di muri e parte dell’intercapedine di drenaggio che delimitava il lato ovest dei due edifici.

Nel corso della prima metà del III sec. a.C. il portico fu ampliato e fu creato a sud un profondo ambiente coperto, destinato al consumo di pasti rituali. Inoltre il pozzo fu decentrato e realizzato presso l’ala ovest del portico, mentre addossato al lato sud fu costruito un altare rettangolare con una fossa per la cenere dei sacrifici.

Intorno alla fine del III sec. a.C., con le guerre annibaliche, il complesso venne distrutto e solo alcune strutture murarie furono riutilizzate nella costruzione di una fattoria. Nella terrazza inferiore fu realizzata un’ampia piazza lastricata che ospitava un culto dell’acqua probabilmente dedicata a Mefite, divinità legata alla presenza dell’acqua, il cui nome la connota come “colei che sta nel mezzo”, la mediatrice tra il cielo, la terra e il mondo sotterraneo era venerata in quest’area già a partire dall’età tardo arcaica (fine VI inizi V sec.a.C.) epoca in cui sembra possibile inquadrare un precedente edificio con vasca per l’acqua, coperto da un tetto sorretto da pali lignei.

Nell’area sacra di S. Stefano vi è la presenza di sepolture coeve all’edificio, datate nei decenni centrali del IV sec. a.C.

Di queste è attualmente visibile la tomba 104 a camera maschile costituita da grandi blocchi squadrati di calcarenite.

La copertura è ottenuta con una serie di lastroni paralleli appoggiati sul filare che delimita superiormente la camera sepolcrale. Le pareti della camera sepolcrale conservano alcune tracce della decorazione figurata, infatti sono ancora leggibili alcuni degli elementi dipinti. Tra gli oggetti recuperati del corredo funerario compaiono alcuni vasi a figure rosse, come una lekythos, firmata dal ceramografo pestano Assteas.

Alla fine del IV sec. a.C. inizi del III,  nella terrazza inferiore,  fu costruita una tomba a camera in blocchi di calcarenite locale, con deposizione femminile con corredo caratterizzato dalla presenza di ornamenti personali costituiti da una ricca parure di oreficeria tra cui  una collana a pendenti lanceolati, orecchini, un’armilla, spille e anelli. Vi è anche presenza di ceramiche a vernice nera di produzione apula, vasellame bronzeo e un set per cosmesi in bronzo e argento.

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