Parco Archeologico di Paestum

Via Magna Grecia, 919, Capaccio Scalo, SA, Italia

Sito Web

0828.811023

Museo Apertura ore 8:30 - Chiusura ore 19:30 (chiusura Biglietteria ore 18:50) Area Archeologica (fino al 31 agosto) Apertura ore 8:30 Chiusura ore 19:30 (Chiusura Biglietteria 18:50)

Il Parco Archeologico con il Museo Nazionale di Paestum è uno tra i siti più importanti dell’Italia Meridionale.

Il Museo Archeologico Nazionale di Paestum è uno tra i più importanti musei archeologici dell’Italia Meridionale. Esso è situato all’interno della città antica ed è organizzato in modo da narrare, attraverso i reperti esposti, la storia di Paestum, dapprima colonia greca con il nome di Poseidonia e poi città lucana e romana, e del suo territorio.

Fondata dai greci intorno al 600 a.C., la città di Poseidonia, così chiamata in onore di Poseidone, dio del mare, tra il 400 e il 273 a.C. fu occupata dalla popolazione italica dei lucani e nel 273 a.C. divenne colonia romana col nome di Paestum

La riscoperta di Paestum risale al 1762, quando fu costruita la strada moderna che l’attraversa tuttora.
Le più antiche testimonianze di questa presenza sono state rinvenute nei santuari urbani, nelle tombe individuate nelle contrade di Arcioni e Laghetto, a nord-ovest e a nord-est della città e nel santuario di Hera Argiva alla foce del Sele.

Nell’area della città, fin dal suo sorgere, furono distinte nella fascia centrale di uso pubblico aree con diverse funzioni: due zone sacre, il santuario settentrionale e quello meridionale, con al centro lo spazio politico dell’agora sulla cui parte meridionale si imposterà il Foro di età romana.

Il tempio di Hera, c.d. Basilica, è il più antico dei tre grandi edifici, appartiene alla prima generazione dei grandi templi in pietra, iniziato intorno al 560 a.C. Di questo periodo cruciale per la formazione dell’architettura greca, è l’unico tempio greco che si è conservato così bene.

Mancano i frontoni e l’impianto non è ancora quello canonico; la sala interna è divisa da una fila di colonne centrali, come accade nelle antiche architetture in legno. Questo ha fatto sì che per molto tempo la sua funzione non fosse chiara e, ancora oggi, viene chiamato “Basilica”, anche se è ormai provato che era un edificio di culto. Ritrovamenti di materiali e iscrizioni suggeriscono che potrebbe trattarsi del tempio di Hera, protettrice degli Achei e sposa di Zeus. A giugno 2016 è stato realizzato un percorso sperimentale che ha abbattuto le barriere architettoniche consentendo a tutti di entrare nel tempio.

Il Tempio di Athena, è l’unico tempio di cui sappiamo con certezza a quale divinità fosse dedicato: Atena, la dea dell’artigianato e della guerra.

Posizionato sul punto più alto della città, a nord degli spazi pubblici, il tempio della dea protettrice e guerriera dominava l’area. Già la prima generazione di coloni costruì qui un piccolo edificio per la dea (c.d. “oikos”). Intorno al 500 a.C., si realizzò poi il monumentale tempio che si è conservato fino alla cornice del tetto. La parte interna (“cella”), che è elevata rispetto al colonnato circostante, era accessibile attraverso un’ampia anticamera (“pronaos”) decorata con colonne ioniche.

Tempio di Nettuno: È il più grande tempio di Paestum e quello meglio conservato. Realizzato verso la metà del V sec. a.C., rappresenta la declinazione classica dell’architettura templare greca. Nello stesso periodo a Olimpia, in Grecia, si costruiva il grande tempio di Zeus, che però è conservato meno bene di questo.

Il tempio è costruito con enormi massi collegati tra di loro tramite semplici tasselli e senza malta: questa tecnica costruttiva ha consentito all’edificio di resistere a terremoti e altre calamità naturali. Se oggi mancano, come nel caso degli altri templi, i muri del corpo interno (“cella”), ciò è dovuto al riutilizzo dei blocchi da parte degli abitanti del luogo nel medioevo e in età moderna.

La cella era divisa in tre navate da due alti colonnati a due piani che si possono ancora ammirare. Come nel caso degli altri templi, il tetto era sorretto da travi in legno (di cui si vedono ancora gli incassi). Tegole e gronde erano fatte di terracotta con ricche decorazioni colorate.

Nel Settecento, si presumeva che il tempio più grande della città dovesse essere quello di Poseidone-Nettuno, la divinità dalla quale la città greca prese il nome (Poseidonia).

Ma l’attribuzione a Nettuno è ancora dibattuta. Forse il tempio, frequentatissimo fino all’epoca imperiale, era dedicato alla divinità principale della città, Hera. Considerando che nelle vicinanze è stata trovata una statua in terracotta che rappresenta Zeus, un’altra ipotesi vuole che il tempio fosse dedicato al dio più importante per i Greci, sposo di Era e padre di Atena; un’altra ipotesi ancora lo vuole dedicato ad Apollo.

Le mura della città, restaurate di recente, sono lunghe quasi 5 km e la loro altezza originaria doveva essere di circa 7 m. Lungo il percorso, protetto da un fossato ancora visibile , si contano 28 torri di forma quadrangolare, circolare e pentagonale e quattro porte in corrispondenza dei punti cardinali (Porta Aurea a nord; Porta Giustizia a sud; Porta Sirena a est; Porta Marina a ovest ). Nei vari settori della cinta si aprono numerose piccole porte (postierle).

Il complesso difensivo può essere datato tra la fine del IV a.C. e il III secolo a.C., epoca della colonia latina, ma era preceduto da un impianto di fortificazione più antico, risalente al periodo greco di Paestum.

La strada attuale, edificata nel 1829, ha tagliato a nord e a sud la cinta muraria distruggendo la porta settentrionale, la c.d. porta Aurea che attraverso un ponte, oggi coperto dalla strada moderna, consentiva l’attraversamento del fossato che proteggeva la città su tre lati.

La città: Poseidonia-Paestum offre al visitatore un’occasione unica: “leggere” la sua storia millenaria attraverso i monumenti che hanno attraversato il tempo.

I tre templi con i loro altari, la piazza principale della città greca (agorà) con i suoi edifici simbolo come la tomba dell’eroe fondatore (heroon) e la struttura circolare per le assemblee (ekklesiasterion), sono i segni più evidenti dell’abitato nella sua fase greca.

Con l’arrivo dei Romani i templi non subiscono mutamenti, ma nella città si costruiscono nuove strutture: il Foro, spazio politico e commerciale, l’Anfiteatro, dove si svolgevano i duelli tra Gladiatori e animali e il Campus, in cui i Romani si esercitavano nello sport. Nella piscina le donne, forse, praticavano riti a favore della loro fertilità.
Vastissimi erano i quartieri abitativi con le numerose case aristocratiche, tra cui spicca quella con piscina di circa 2.800 mq.

Il Museo e l’Area Archeologica sono chiusi l’1 gennaio, 1 Maggio e il 25 Dicembre

Il Museo è aperto dalle 8:30 alle 19:30 (missione ultimo biglietto d’ingresso ore 18:50)
1° e 3° lunedì del mese dalle 8:30 alle 13:40 (emissione ultimo biglietto d’ingresso ore 13:00)

Area Archeologica (i Templi)
è aperta tutti i giorni dalle 8:30 alle 19:30 (emissione ultimo biglietto d’ingresso ore 18.50);
dopo il tramonto la visita è limitata all’area con i percorsi illuminati.

Museo e Area Archeologica

Biglietto Unico (Museo + Scavi)
euro 9,00
Biglietto Cumulativo (Museo + Scavi + Parco Archeologico di Velia)
euro 10,00
Museo (disponibile solo quando gli Scavi sono chiusi)
euro 4,00
Scavi (disponibile solo quando il Museo è chiuso)
euro 7,00

Mostra “Possessione”, biglietto facoltativo  € 3,00.  € 1,00 per chi ha acquistato il biglietto del museo o dell’area archeologica.

La prima domenica del mese l’ingresso è gratuito.

*NEL CASO SIANO IN CORSO MOSTRE TEMPORANEE E’ PREVISTO UN SOVRAPPREZZO DI € 3,00

Biglietto annuale PAESTUM MIA (area archeologica + museo + iniziative incluse nel biglietto ordinario)

Agevolazioni (biglietto ridotto o gratuito): per gli aventi diritto consultare la pagina web: Agevolazioni MiBACT

INFO E PRENOTAZIONI: info@lenuvole.com tel. 081 2395653/66

Foto by Vivere Salerno




Incontri nel Tempio: Paestum e l’Egitto

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L’Egitto è il protagonista del nuovo appuntamento degli “Incontri nel Tempio. Paestum e l’Egitto. La vita, la morte e il sacro in pitture e architetture egiziane” che si terrà il 24 giugno alle ore 20:00 nel tempio di Nettuno.

“Nel settecento i viaggiatori si chiedevano quale fosse il rapporto tra Egitto e Paestum, tra i templi dorici e l’architettura egiziana” – commenta il direttore Gabriel Zuchtriegel. “Oggi, vogliamo riprendere questa antica discussione, con il prezioso apporto della professoressa Rosanna Pirelli, esperta in questo campo, dell’Università degli Studi “L’Orientale” di Napoli.”

Secondo la prof.ssa Pirelli “l’incontro ci aiuterà a capire se è possibile far incontrare l’Egitto e Paestum, far dialogare due realtà apparentemente così distanti.”

Paestum, splendida città della Magna Grecia, fu fondata quando i Greci giungevano numerosissimi anche in Egitto come mercenari e mercanti, mescolandosi alla popolazione locale e intraprendendo un lungo percorso di condivisione e integrazione, ancor prima della conquista macedone. L’Egitto che conoscono i Greci è tuttavia profondamente mutato rispetto a quello delle origini. Virtuali scatti fotografici – su immagini emblematiche – offriranno il pretesto per parlare del senso della vita, della paura della morte, della percezione del divino in Egitto sin dalle fasi più antiche della sua storia.

Intervento musicale di Corde&Percussioni in “Atmosfere orientali”, organizzazione “Animazione90”.

INFO: Paestum, Tempio di Nettuno, 24 giugno ore 20:00

L’iniziativa rientra nel costo del biglietto d’ingresso all’area archeologica e al Museo e nell’Abbonamento annuale Paestum Mia

Apertura straordinaria del Museo e dell’area archeologica dalle 19:30 alle 22:30 (ultimo ingresso 21:50).

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