Santa Maria di Castellabate

Santa Maria di Castellabate

Santa Maria di Castellabate è la maggiore frazione del comune di Castellabate, in provincia di Salerno, ed è la sua sede comunale. È sede dell’area marina protetta di Santa Maria di Castellabate.

Il paese si estende prevalentemente lungo la costa del mar Tirreno, in cui degrada lievemente, tra Lago e San Marco, alle pendici di colle Sant’Angelo, dove sorge Castellabate. Il suo territorio rientra completamente nel perimetro del parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni ed la sede della riserva marina di Castellabate istituita nel 2009: l’area marina protetta Santa Maria di Castellabate. Dal comune capoluogo dista circa 3 km, 12 km da Agropoli e circa 60 km da Salerno.

La storia del paese ripercorre marcatamente le vicende che hanno riguardato Castellabate, in quanto il territorio era alle strette dipendenze degli amministratori del Castello dell’Abate.

La zona di Santa Maria, anche prima della fondazione di Castellabate, era dedita esclusivamente ai traffici commerciali, che riguardavano le merci (paglia e farina) sbarcate dal porto “Travierso” o “delle Gatte” a via Pagliarola, dove si trovavano gli edifici storici, il vecchio forno e la cappella della confraternita dei Frati minori. Nel 1767, quando il feudo passò dal marchese di Castellabate Parise Granito al figlio Angelo, si hanno le prime notizie su questo villaggio di pescatori, che si è sviluppato intorno al suo centro storico, da cui prendeva anche il nome di “Isca delle Chitarre”. La località era conosciuta anche come “Castellabate Marina” o “Castellabate Inferiore”, prima di assumere il toponimo definitivo dal nome della chiesa eretta in loco.

Nel settembre del 1943, durante la seconda guerra mondiale, come gran parte della costa salernitana, fu teatro del cosiddetto sbarco di Salerno ovvero dell’sbarco a Salerno: le truppe degli alleati dopo il loro sbarco sulle spiagge sabbiose occuparono Santa Maria per diversi giorni prima di avanzare verso Roma.

Il periodo post bellico è caratterizzato dalla battaglia tra i cittadini del colle (Castellabate paese) e quella della marina (Santa Maria), che contendevano ai primi la sede comunale. La marina negli anni era cresciuta demograficamente molto di più del capoluogo ed era anche più facilmente raggiungibile dalle altre frazioni, e per tali motivi aspirava ad ospitare la nuova sede del municipio del comune. L’apice degli scontri si ebbe il 30 luglio 1946, quando furono trasferiti la maggior parte degli uffici municipali da Castellabate a Santa Maria. Lo strappo tra le due località fu tale che negli anni sessanta venne presentata più volte la richiesta (sempre respinta) di costituire il comune autonomo di Santa Maria. Negli anni settanta il paese è teatro di una profonda trasformazione urbana, che lo tramutò da territorio agricolo e dedito alla pesca a centro turistico balneare, con la costruzione di alberghi, residence e seconde case estive.

Luoghi da visitare:

  • Santuario di Santa Maria a Mare, composto da tre grandi navate e un campanile a base esagonale, è stato edificato nel 1836 su una cappella già esistente nel XII secolo nei pressi della spiaggia di Marina Piccola.
  • L’ottocentesca villa Matarazzo era la residenza estiva del conte Francesco Matarazzo, emigrato nel 1881 in Brasile (a Sorocaba) in cui divenne uno degli industriali più importanti del mondo[6]. La villa, che si estende tra corso Matarazzo, piazza Matarazzo e il lungomare, è ricca di verde e di campi che, un tempo ospitavano l’esteso vigneto di famiglia.
  • Palazzo Belmonte, è una struttura nobiliare con un grande parco situata a Santa Maria che i marchesi Granito fecero costruire nel 1733 accorpando edifici preesistenti.
  • Porto delle Gatte, il porticciolo “Travierso” detto anche “porto delle Gatte” (trasmutazione da “porticati”, anche se, secondo alcuni l’origine del nome è dovuta ai pescatori, in quanto i porticati illuminati dalle candele, visti dal mare durante la notte, sembrano appunto occhi di gatto) è una struttura portuale del XII secolo che comprende una costruzione ad archi voluta dall’abate Simeone.
  • Torre Pagliarola, sono svariate le torri costiere dislocate su tutto il territorio che fanno parte del sistema difensivo predisposto a Castellabate per avvistare le imbarcazioni saracene che si avvicinavano alla costa con l’intento di depredarla o conquistarla e offrire alle popolazioni locali così una prima difesa dai possibili invasori.

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