Palinuro

Palinuro è la maggiore frazione di Centola, in provincia di Salerno, Campania. È una stazione balneare del Cilento meridionale piuttosto nota, il cui nome è legato ad un personaggio dell’Eneide, il mitico Palinuro, nocchiero della flotta di Enea.

Sito non lontano dalle foci dei fiumi Lambro e Mingardo, Palinuro si estende sulla piccola penisola dell’omonimo promontorio, Capo Palinuro, rinomato per la bellezza paesaggistica, le sue emergenze naturalistiche e per la presenza di grotte sia emerse, comodamente visitabili con una barca, che sottomarine, per le quali occorre essere esperti per le immersioni.

Palinuro si trova all’incrocio delle strade statali 447, 447r, 562 e 562d; ad 8 km (nord-ovest) da Marina di Camerota, 10,5 (sud-est) da Pisciotta, 5 (sud) da Caprioli, 7 (sud-ovest) da Centola e circa 100 (sud-est) da Salerno.

Alcuni scavi effettuati in Località S. Paolo intorno agli anni ’50, portarono alla luce una necropoli arcaica risalente al VI sec. a.c. con inumazioni ed arredi funerari molto interessanti, tra cui una moneta riproducente su un lato la scritta PAL-MOL e sull’altro l’effigie di un cinghiale in corsa.

Alcuni indizi però e qualche leggenda indicherebbero la presenza umana in quei luoghi, già tre secoli prima.

Non sono presenti tracce o elementi riconducibili all’epoca romana, anche se è verosimile che le caratteristiche del promontorio siano state utilizzate con assiduità dalle navi sia commerciali che militari dell’antica Roma.

Con le scorrerie saracene ed il declino della vicina Molpa si ebbe l’incremento urbano ed abitativo di Palinuro in concomitanza con l’occupazione Normanna.

Si ha per certa una scorribanda dei Saraceni l’11 giugno 1464 con gravissimi danni inflitti sia all’abitato di Palinuro che in altre località dei dintorni.

Palinuro personifica il caro nocchiero di Enea, che perde la vita perché il dio del sonno lo fa addormentare con musica e dolci parole e poi lo butta in acqua. Così si avvera quello che il fato aveva sempre detto per far sì che Enea raggiunga il Lazio, uno di loro, un troiano dovrà morire. Enea accortosi della mancanza dell’amico lo cerca ma non trovandolo immagina la sua morte. In realtà, come raccontato nell’Eneide, Palinuro nuota fino a raggiungere la costa, dove viene ucciso dai velini e lasciato insepolto sulla riva del mare; per questo motivo, quando Enea scende agli inferi e incontra il fantasma del suo nocchiero, questi lo prega di cercarne il corpo e di dargli degna sepoltura, affinché la sua anima possa riposare in pace.

Palinuro è una località turistica piuttosto nota. La buona recettività estiva è dovuta sia alla qualità delle spiagge e delle acque (che le frutta da alcuni anni la “Bandiera Blu” e le “Vele di Legambiente”) che alla posizione del paese nel contesto del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

Il porto di Palinuro è una struttura artificiale ricavata nell’insenatura Nord di Capo Palinuro. Esso è delimitato da una riva banchinata lunga circa 190 metri, munita di anelli di ormeggio, e da un molo di sopraflutto lungo circa 160 metri. Il porto è caratterizzato da un discreto traffico diportistico; significativa la funzione peschereccia. In radice del molo di sopraflutto vi è uno scalo d’alaggio.

Il porto è inoltre il maggiore punto di partenza per le escursioni in barca alle grotte marine di Capo Palinuro, operate con i caratteristici gozzi.

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Sabato 12 e Domenica 13 Agosto 2017 Porto di Palinuro 

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