Comune di Cicerale

Via Roma, 100, Cicerale, 84053 SA, Italia

Sito Web

0974.834021

09:00-12:00

Il comune di Cicerale è un centro agricolo del basso Cilento, situato sul fianco destro dell’alta valle del fiume Alento, su uno sprone del monte San Leo (667 m). Presenta una caratteristica struttura allungata, con una duplice fila di case disposte ai lati di un’unica strada. Monte Cicerale è più in alto, sullo stesso versante.

Il Municipio è situati in Via Roma 100 cap. 84053.

L’origine del toponimo Cicerale è verosimilmente spiegata dal motto che campeggia nello stemma comunale: Terra quae cicera alit, “Terra che nutre i ceci”.Percorrendo l’antica via Poseidonia, che da Paestum si snoda attraverso il Cilento, si giunge a Cicerale, borgo d’origine medievale che domina fieramente sul corso del fiume Alento.

Il paesaggio circostante,pervaso dalla rigogliosa e incontaminata Macchia mediterranea, custodisce i suggestivi segni della storia: le vestigia delle civiltà classiche, gli antichi eremi bizantini e benedettini, le aspre fortezze longobarde e le austere torri normanne. Il risultato è un’inedita combinazione tra il fecondo riserbo dei luoghi e la spudorata bellezza della natura: un richiamo irresistibile per i conquistatori del passato e per i turisti di oggi.

La prima notizia del borgo di Cicerale si ritrova in un documento del 1461, anno in cui Ferdinando I d’Aragona sottrasse il feudo alla famiglia Capano per concederlo ai Sanseverino, nobile casata di origine normanna.

Probabilmente, il nucleo primitivo del paese sorgeva in località Bocca di fava e si chiamava Corbella; il piccolo centro fortificato subì le asprezze sia della guerra del Vespro sia della congiura dei Baroni: ancora oggi si possono vedere i ruderi del castello situato in vetta al Monte Battaglia, lungo il versante del Monte Sant’Andrea, a nord di Cicerale.

La posizione strategica del borgo Ciceralensis, di diretto controllo sulla viabilità tra la piana di Paestum e quella di Velia, ne consentì la sopravvivenza attraverso i secoli e nonostante i cambi di feudatari. I Sanseverino affidarono il borgo ai Gentilcore; nel 1636 esso passò ai Carafa, in seguito al ramo dei Carafa-Primicile che lo mantennero fino al 1806, data di abolizione della feudalità.

Il nobile passato, la vitalità e l’operosità di Cicerale trovano il loro simbolo nel santo patrono: Giorgio, l’indomito cavaliere che vinse un orribile drago nel segno di Cristo. Inoltre, il nome del santo deriva dal greco gheorgòs, “contadino”, e sembra richiamare un’altra “gloriosa” tradizione del paese: i ceci, talmente unici e gustosi da meritare un accurato disciplinare di produzione che impone la coltivazione biologica certificata AIAB (Associazione Italiana Agricoltura Biologica).

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