Chiesa di Santa Maria di Grado

Via Roma, Conca dei Marini

09.00-12:00 16:00-19:00

La Chiesa di Santa Maria di Grado è situata nella parte alta del paese in località “Grado”, da cui prende il nome; risalente al IX secolo, fu distrutta da un cataclisma e ricostruita nel secolo successivo. La chiesa è stata ampliata e abbellita in chiave tipicamente tardo barocca nel periodo di massimo splendore dell’adiacente conservatorio dedicato a Santa Rosa da Lima.

La chiesa è composta da un’aula rettangolare, sormontata da una volta a botte lunettata, mentre la zona presbiterale è sormontata da una cupola maiolicata all’esterno. Un cancello sormontato da un’edicola introduce in uno stretto e lungo sagrato chiuso da un muro costruito nel XVIII secolo per proteggere la clausura. Un piccolo portico, sul quale si trova una stanza dove sono ancora i sedili usati delle domenicane per assistere alle funzioni, precede l’ingresso.

La soglia del portone è stata creata riutilizzando la lapide sepolcrale del reverendo Pietro Coltellino, rettore della chiesa nel XVII secolo.

L’entrata è fiancheggiata da due locali; quello di sinistra era l’antico confessionale delle monache, uno spazio angusto con una grata, dove il prete si sedeva affinché le monache invisibili all’interno del conservatorio ricevessero il sacramento della confessione. L’altro è una stanzetta ripostiglio che si trova al piano inferiore della torre campanaria. Al di sopra del portone c’è il coro delimitato da un parapetto ligneo sormontato da una grata bombata e dorata.

In ogni lato ci sono tre cappelle: a destra sono dedicate all’Immacolata Concezione e a Santa Lucia, alla Pietà e a Santa Rosa; a sinistra alla Madonna del Carmelo, a San Nicolae alla Madonna del Rosario fra un gruppo di santi appartenenti all’ordine dei domenicani. Anticamente, come dimostrano gli stucchi, ve ne dovevano essere altre due, attigue all’entrata e successivamente chiuse e tagliate in altezza dal coro.

I primi quattro altari sono lignei e riprendono i motivi del parapetto del coro; è andato perduto l’altare maggiore in legno dorato del presbiterio, sostituito con un altro in marmo nel 1858. Rimasti intatti malgrado i continui rimaneggiamenti i pavimenti dell’ambiente messi nel 1750 in sostituzione al calpestio in lapillo presente ancora oggi nel conservatorio.

Sulla parete di fondo, a fianco all’altare maggiore si vede a sinistra la porta con una fascia dipinta di grigio che introduce nel corridoio antistante la sacrestia. A destra la finestra del comunichino decorata con motivi floreali, con una doppia grata dorata e con la porticina per la comunione. Questo ambiente era destinato soltanto alle monache e l’accesso era dal monastero affinché le suore potessero ricevere la comunione senza essere viste.

Dopo che il conservatorio fu alienato, fu aperto un altro varco dal corridoio della sacrestia. Al di sopra delle due aperture citate, si trovano in maniera simmetrica le due gelosie dorate del secondo coro al quale si accede con una scala dal comunichino.

Il campanile è vagamente somigliante a quello del duomo di Amalfi. Sul sagrato ci sono varie aperture attraverso cui si accede in locali che erano adibiti a parlatorio, come dimostrano le grate, e da ingresso alla casa monastica finché il conservatorio non fu alienato dal comune che è rimasto proprietario della chiesa.

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