Chiesa collegiata di Santa Maria della Pietà

Piazza della Repubblica, Eboli

0828.366337

09:00-12:00 16.00-19:00

La Chiesa collegiata di Santa Maria della Pietà fu costruita nel XII secolo con il nome originario di Santa Maria de Conce, per la presenza di una conceria nella zona; tale dizione fu probabilmente mutata all’inizio del XVI secolo in quella attuale di Santa Maria della Pietà. Nel 1531 la chiesa fu elevata accollegiata da papa Clemente VII e nel 1880 venne eletta parrocchia.

I lavori di restauro dell’interno della chiesa furono eseguiti alla fine del ‘700; ricostruita dopo i bombardamenti aerei del 1943, nel 1971 è stata dotata di una nuova entrata. L’ultimo suo restauro è stato effettuato a seguito del sisma del 1980. La chiesa si presenta a un’unica navata coperta con volta a botte.

I fianchi della navata sono scanditi da cappelle (tre per ogni lato) inquadrate da arcate a tutto sesto, impostate su pilastri decorati con le sene e capitelli in stile corinzio. Alla navata segue il presbiterio coperto con cupola. Dall’arcata centrale del fianco sinistro si accede a una cappella coperta con cupola e, da quella del fianco destro, all’atrio del nuovo ingresso costituito da un protiro con scale aperte verso Piazza della Repubblica.

Sullo stesso lato si eleva il Campanile composto da tre piani suddivisi da cornice e decorati con le sene angolari che si innalzano su un alto basamento. La vecchia facciata, volta verso il centro storico, è divisa orizzontalmente da una fascia marcapiano con cornice aggettante. Nella parte inferiore vi è un porticato decorato con un ordine di lesene e in quella superiore sono collocate due nicchie e una monofora centrale con balaustra, conclude la facciata un timpano triangolare. All’interno della chiesa, sull’altare maggiore, in una grande nicchia centrale, è collocato il gruppo ligneo raffigurante la Pietà, opera di Giacomo Colombo realizzata nel 1702. Essa fu commissionata da Don Antonio de Clario membro di una delle più ricche e nobili famiglie di Eboli, all’artista estense (1663-1731),attivo a Napoli soprattutto durante il “viceregno” austriaco.

L’altare maggiore del XVIII secolo è in marmi policromi così come la balaustra che presenta le effigie delle famiglie Ferrari e Novella. Sempre nella zona del presbiterio è il coro ligneo intagliato che, con i confessionali, rappresenta un tipico esempio di arredo sacro in legno del ‘700. A destra dell’abside sono due statue lignee raffiguranti San Rocco e Sant’Alfonso de’ Liguori. Di fronte è collocato l’organo del XVIII secolo, opera del maestro Silverio Carelli del Vallo di Novi, con fastose decorazioni in stile rococò. Alla fine del XVIII secolo è ascrivibile anche la scultura lignea raffigurante San Vito patrono di Eboli, opera dello scultore napoletano Raffaele Balbi.

Sul primo altare, a sinistra di chi entra, vi è il dipinto che ritrae il Transito di San Giuseppe, opera, tra le prime, del noto pittore salernitano Pasquale Avallone (1884-1965).

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