MOA – Museum Of Operation Avalanche

Via Sant'Antonio, 5, Eboli, SA, Italia

Sito Web

0828.332794 - 338.2441352 - 333.4902910

Mer,Gio,Ven,Sab,Dom 10.00-13.00 15.00-19.00 / lun,mar su prenotazione

Nel settembre del 1943, durante la Seconda Guerra Mondiale, il litorale salernitano fu protagonista di un evento unico nella storia del Mediterraneo. Una flotta composta da circa 1.000 navi (400 militari e 600 di appoggio), dalla quale sbarcano 170.000 soldati (100.000 inglesi e 70.000 americani) diede vita al più grande sbarco della storia (denominato dagli alleati Operation Avalanche), superato poi per importanza solo dallo sbarco in Normandia nell’anno successivo.

Il Museum of Operation Avalanche (MOA), nato per ricordare quest’evento, è un contenitore di cultura con moderne tecnologie e new-media: una sala emozionale per (ri)condurre il visitatore in un avvincente percorso immersivo nella storia.

Un face to face virtuale tra originali documenti audiovisivi con screening all’interno del cubo nero.

Un ambiente interattivo con dispositivo a piattaforma e mappa “sensibile” conduce l’osservatore nella realtà parallela.

Un viaggio multisensoriale, un ritorno alle voci e testimonianze.

Moa teatro – Le donne di Apollo

Giovedì 20 luglio dalle ore 20:30 alle ore 22:00

Moa e Ass. Eco del Mito presentano
“Le donne di Apollo” 
di Mariasole Nigro,
con Carmen Amoroso,
Paola Giuliano e
Isabella Nigro.
Percorso iconografico a cura di
Annarita Gargano.
Regia di Mariasole Nigro.

In collaborazione con Mo’ Art, Sophis e Monochrome Arts.
Info
3924670491 3348638393 3203715486

LE DONNE DI APOLLO

L’idea è quella di narrare le storie e le vicissitudini amorose di tre diverse donne legate, in modalità differenti, ad Apollo: Cassandra, Dafne e Clizia. L’incontro prevede un’analisi della figura analizzata, uno studio che potremmo definire ‘a trecentosessanta gradi’: oltre alla breve presentazione della figura analizzata, verrà anche creato un percorso iconografico, con dipinti a cura di Annarita Gargano.Verrà, poi, messo in scena un episodio del mito con accompagnamento musicale. La donna, le cui vicende saranno state precedentemente analizzate, si materializzerà davanti agli occhi degli astanti, narrando in prima persona le proprie gioie, le proprie sofferenze. 

Lo spettacolo ha delle precise finalità:
1) Far conoscere il Mito e la sua interminabile eco all’uditorio. Il Mito, infatti, si rende portavoce di valori, che hanno la forza di essere, ancora oggi, attuali. La creazione di miti e di racconti nasce proprio dal desiderio di interpretare situazioni ed eventi a cui non si riusciva a dare una spiegazione. Il Mito nasce per illustrare le esigenze più profonde dell’uomo: il Mito è, dunque, un luogo dell’anima. Potremmo definirlo un serbatoio infinito di archetipi. Proprio per queste sue intime particolarità, il Mito serba, all’interno di se stesso, una potenza straordinaria, ossia quella di parlare agli uomini, a distanza di secoli.
2) “Le donne di Apollo” è un incontro che si pone il fine di trattare le figure e le storie di tre diverse donne, tre fanciulle amate, in modi differenti, da Apollo. Prima di tutto, l’idea è quella di illustrare tre miti, tre racconti, da un punto di vista prettamente femminile. A parlare sono Cassandra, Dafne e Clizia. Le vicende sono trattate in virtù delle letizie e delle angosce di queste tre figure. Sono state scelte proprio loro perché ognuna rappresenta una diversa prerogativa del dio Apollo. Apollo è dio oracolare e a questo aspetto è collegata Cassandra, alla quale Apollo conferì la capacità di prevedere il futuro, per poi tornare sui propri passi e condannarla a congetture inascoltate. Apollo è, poi, il dio della luce, in tutte le sue sfaccettature. Luce come conoscenza, luce come capacità di interpretazione, luce come sole. In quanto dio del conoscere, Apollo amerà sempre Dafne, tramutata in alloro, e con le foglie di questo albero, dice Ovidio nelle Metamorfosi, ornerà sempre la sua chioma, la sua cetra e la sua faretra. L’alloro è il simbolo della conoscenza: dunque, Dafne rappresenta un prolungamento di una caratteristica di Apollo. Ad Apollo in quanto Sole, poi, è strettamente connessa la storia di Clizia, che per seguire ininterrottamente, senza mai fermarsi, l’oggetto del proprio amore, venne tramutata in un bellissimo girasole; mutataque servat amorem: pur nella sua metamorfosi in fiore, Clizia continua ad amare il suo dio, seguendolo nei suoi viaggi celesti.
3) Sensibilizzare i presenti ai valori e alla bellezza della Classicità greca e latina. L’iniziativa è pensata come un vero e proprio tuffo in un passato, quello della Mitologia, che è sempre più presente, sempre più attuale. L’obiettivo è quello di rivivere il punto di vista degli antichi, con la consapevolezza che esso non si discosti molto dalle nostre concezioni; spiegare i miti in esame cercando di entrare quanto più possibile nel contesto in cui nacquero tali racconti.

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