Comune di Giffoni Valle Piana

Via Vignadonica, 19, Giffoni Valle Piana, 84095 SA, Italia

Sito Web

089.9828711

09:00-12:00

Il comune di Giffoni Valle Piana sorge alle falde del monte Licinici e ospita la sorgente del Picentino e la vetta del Monte Acellica. Giffoni Valle Piana dista circa 20 km da Salerno. Inoltre Giffoni Valle Piana è il capoluogo della Comunità Montana Monti Picentini e sul suo territorio si estende l’omonimo parco.

Il Municipio è situato in Via Vignadonica 19 cap. 84095.

Giffoni è un antico paese della provincia di Salerno, composto da 16 frazioni: Curti, Curticelle, Santa Caterina, Sovvieco, Pozzarolo, San Giovanni, Chiaravallisi, Catelde, Chieve, Gaia, Vassi, Mercato, Terravecchia, Ornito, Santa Maria a Vico e Sardone.

Da reperti archeologici rinvenuti, si ricavano interessanti prove delle evoluzioni umane nella zona in cui trattasi che è stata sede di numerevoli generazioni di uomini: Italici, Ausoni, Sabelli, Osci, colonizzati in epoca storica da Etruschi, Greci e Romani.

Colonizzata dai Picentini, Giffoni diviene capitale e chiamasi Picenza, città che diviene sempre più potente, fino a che non sarà distrutta dai Romani ben due volte, dopo la seconda guerra punica e durante la guerra sociale.

I Romani, costretti i pochi Picentini, superstiti ad abitare “per vicos” ed impadronitisi dei campi, non riescono facilmente a  trovare mano d’opera e la piccola proprietà viene man mano assorbita dai grandi possedimenti di ricchi proprietari, che, poi non reggeranno all’imposizione di tasse esorbitanti. Intanto, all’abbandono delle terre si aggiunge la minaccia delle incursioni barbariche, l’imperversare della malaria, la rovina economica.

I Longobardi, lasciano una traccia profonda della loro presenza: diffondono il culto di S. Giorgio, simbolo della lotta, edificando Chiese in suo onore, edificano il castello ed il borgo sottostante, l’ odierna Terravecchia , innalzano Chiese in onore di S. Vittore, S. Ambrogio, introducono l’economia feudale.

Nell’anno 1000 Giffoni è dominata, anche se solo per 60 anni, dai Normanni; divente fiorente per l’ agricoltura, l’industria, commercio; la popolazione aumenta perché diventano più rare le antiche scorriere.

I Normanni sono sostituiti  dalla dinastia Sveva. Durante la dominazione Sveva Giffoni gode di un periodo di pace, di prosperità e di benessere, perché le leggi sono rispettate, la cultura si diffonde, l’agricoltura è una risorsa consistente.

Nel 1266 il Regno di Napoli passa agli Angioini, con la cui venuta a Giffoni entra in una fase nuova della sua vita; i funzionari francesi, infatti, sempre disponibili alla difesa della corona, allo scopo di rendere più agile l’amministrazione, esigono il pagamento di tasse e di imposte molto spesso esagerate ed oppressive.

Sarà poi la volta degli Aragonesi, sotto cui, a Giffoni, diviene fiorente l’arte della lana che, ben presto esce dalla fase di occupazione familiare, per evolversi rapidamente in attività artigianali e diventare una vera e propria industria.

L’arte della lana contribuisce alla formazione di un ceto piccolo borghese, affiancato da una classe operaia, non ricca, ma neppure misera ed affamata. Le vicende demografiche di Giffoni, seguono, nelle grandi linee, lo stesso corso della popolazione del regno: aumentò nel ‘500, declinò nel ‘600, soprattutto dopo la terribile peste del 1656 che segnerà il momento culminante della crisi demografica, a cui farà seguito una crisi generale dovuta sempre alla crescente pressione fiscale.

I 126 anni del regno borbonico a Giffoni migliorano le condizioni di vita della popolazione,che aumenta notevolmente. E’, però, sotto i Borboni che il fenomeno del brigantaggio nelle nostra zone diviene insostenibile. La storia del brigantaggio giffonese è del tutto particolare: se essa è priva di un capobanda locale, il paese più volte rimane in balia di diverse bande. I pastori divengono i principali complici dei briganti, forniscono loro pane, formaggi, carni e perciò sono perseguiti dalla legge.

Dopo l’Unità, tra il 1871 e 1873, si costruiscono due acquedotti, fontane, la fontana in piazza Mercato, su  disegno del Vanvitelli, il cimitero di Catelde, il castel Rovere,una favolosa e pittoresca costruzione, su cui, però, circolano leggende di maledizioni, di magia e di mala sorte. Si dice, infatti, che chi possiede tale dimora è destinato a fare una pessima fine.

Giffoni è una città ricca di storia, di vestigia antiche,di leggende, di mistero, che ancora riesce a salvare il fascino e la semplicità dei tempi passati.

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