Centro Storico di Gioi

Gioi, SA, Italia

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Gioi si affaccia su due valloni che confluiscono nella pianura della Selva dei Santi. Dal ritrovamento di templi per il culto pagano, si desume la sua esistenza in un tempo anteriore all’era cristiana. Si può affermare che fu edificata dai Gentili e che si sia incrementato dopo la distruzione di Elea o Velia, quando i superstiti si rifugiarono a Gioi. 

Secondo altri il nome deriva dall’esistenza di un tempio pagano dedicato a Giove, ubicato sul punto ove ora sorge la maestosa chiesa di Sant’Eustachio.

Il suo prestigio aumentò in età normanna quando divenne il terzo baluardo difensivo della Rocca di Novi. Nel Medioevo fu costruita un’imponente cinta muraria ricca di torri circolari e quadrangolari, ancora visibili in alcuni punti e che culminava con un castello. Delle sette porte che consentivano l’ingresso al paese, una sola è ancora esistente, Portanova, oggi denominata “Porta dei Leoni” perché ha alla base due leoni sdraiati.

Sui ruderi dell’antico castello oggi c’è un giardino pubblico, ed è uno dei punti più alti del paese da dove è possibile ammirare uno stupendo panorama. Nel XIII secolo d.c. una terribile peste colpì Gioi riducendo la popolazione da 18000 a 3000 abitanti. Nel 1500 Gioi divenne un importante centro culturale con la presenza di sette parrocchie e due conventi. Nel 1645 un altro male spopolò la città, molte famiglie nobili emigrarono e Gioi perse ogni lustro e ricchezza.

Molti i luoghi di interesse. Notevoli i palazzi nobiliari (Palazzo Reielli, Palazzo Salati, Palazzo Conti, Palazzo De Marco), la Porta dei Leoni e la Porta Nova (Nobe) e i ruderi del castello. Tra le chiese si segnalano Santa Maria della Porta, edificio in stile Romanico, la Chiesa di San Nicola, la Chiesa di Sant’Eustachio, il Convento di San Francesco e il Monastero di San Giacomo.

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