Centro Storico di Laurino

Laurino, SA, Italia

Anche a Laurino, come in molti paesi cilentani, molto è stato distrutto attraverso i millenni per l’incuria degli uomini. Si è cercato dunque di salvare il salvabile, realizzando un piccolo museo-antiquarium, dove è custodito il patrimonio strappato in parte alle viscere della terra, nei pressi di Laurino, le cui remotissime origini sono documentate soprattutto da alcuni giacimenti archeologici come la grotta dei Fraulusi in località Pruno e la Tempa di San Giovanni. Innumerevoli sono i dati relativi all’archeologia raccolti durante gli scavi: vasi di terracotta, di cui alcuni con le caratteristiche decorazioni dell’epoca: punteggio ad incisione ed excisione; punte di freccia, macine; lame; resti vegetali ed animali.

Parte di questo materiale è esposto in apposite vetrine, mentre tanto è quello giacente in deposito ed aspetta di essere studiato e catalogato.

Laurino era cinta per tre lati da mura, non essendoci necessità di mura difensive sul lato meridionale in quanto affaccia su una roccia dirupata. Le mura cominciavano a sud-ovest presso l’antichissimo cenobio benedettino dove si apriva la primaporta detta dei monaci di S. Benedetto oppure dei Zeppi di cui si scorgono i resti.

Le mura poi si estendevano per il lato occidentale costellata da torri ad eguale distanza l’una dall’altra, arrivando fino alla seconda porta, detta della Chiaia e oggi di San Domenico; giungevano poi alla torre angolare di nord-est attaccata al cenobio dei PP. Agostiniani, oggi diruto,per finire ad oriente, verso la chiesa della SS. Annunziata, dove si trovava la terza porta.

Adiacente al Campanile della Collegiata si apriva una porta secondaria, detta Posteria.

Laurino fu tra le poche città ad avere un Ginnasium in cui si insegnavano tutte le dottrine allora conosciute. Era annesso all’ospedale di Santo Spirito e la sua istituzione a Laurino prova quanto fosse evoluto lo spirito di questo popolo giacché sentiva il culto per gli studi umanistici e per le scienze, mentre l’importanza della scuola è provata dall’onore che ad essa fecero con la loro presenza e con i loro insegnamenti i grandi Maestri dell’antichità, come Pitagora ed Ippocrate.

Inoltre era presente anche un orfanotrofio annesso alla chiesa dell’Annunziata; lo Stato di Laurino provvedeva a sovvenzionare le balie per i neonati, e faceva in modo che i maschi apprendessero un’arte o un mestiere, oppure che studiassero, mentre le femmine ricevevano un’educazione tale da garantire loro un buon matrimonio.

Lo Xenodochio serviva ad ospitare persone non abili al lavoro o i viandanti: possedeva anche una somma per soccorrere i bisognosi che si convertissero alla fede cristiana.

Oltre la valle, sulla sinistra del Calore sorgeva il Cenobio Benedettino dedicato a San Simeone, in quanto i contadini della zona lo avevano scelto come patrono. La chiesa di questo convento fu la prima a godere del privilegio della esenzione nel 1159 con Bolla di Papa Alessandro III nell’anno in cui fu eletto; successivamente, nel 1362, dal vescovo di Capaccio Tommaso di Santo Mango fu ceduta con tutte le sue rendite al monastero della SS. Trinità di Cava, ma riacquistò la sua autonomia l’anno seguente. La presenza di questo cenobio oggi è attestata da poche rovine e da una cappella posta attualmente in un altro comune e nella quale si celebra Messa una volta all’anno

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