Convento di San Francesco dei Frati Minori o San Francesco alla foresta

Via San Francesco, Lustra, SA, Italia

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Nel territorio di Lustra, precisamente tra le frazioni di San Martino e Rocca, fu edificato l’attuale convento di S. Francesco dei frati minori della provincia salernitana-lucana dell’Immacolata Concezione, detto anche Convento di San Francesco alla foresta.

La tradizione attribuisce a San Bernardino da Siena la fondazione del convento, avvenuta intorno al 1427.

Si afferma che anche i Capano e i Sanseverino abbiano contribuito alla costruzione del Convento, che fu ampliato nel 1565: alla fine del ‘500 il Convento ospitava 12 frati e nel 1621 18, e si strutturava in 24 celle, che divennero 28 nel ‘700.

Va segnalato lo scambio di frati infermi tra il convento di Pollica e quello di Lustra; fu inoltre costruita e poi ampliata un’infermeria, come si deduce da un decreto provinciale del 2 maggio 1777.

Sulla facciata si trovano tre archi a tutto sesto che immettono in un nartece: la porta centrale è quella della chiesa, a sinistra si entra direttamente nel chiostro, a destra dava alla diruta cappella di Santa Rosa.

La parete a nord è stata rifatta dopo il crollo della fine del secolo XIX, quella a sud è semidistrutta ed è probabile che all’interno conservi ancora degli affreschi; ne restano invece sette, dei quali due parziali, sul lato ovest, e cinque sul lato est.

Una soluzione tecnica che ancora oggi merita di essere considerata ed anzi ripresa è quella relativa al rifornimento idrico.

Erano due i sistemi per convogliare l’acqua necessaria alla comunità religiosa: il primo si rifaceva alla comune abitudine di raccogliere nelle cisterne l’acqua piovana che veniva raccolta negli spazi realizzati dall’uomo; tetti o cortili venivano collegati alle cisterne in modo da conservare e riutilizzare l’acqua piovana.
Il secondo sistema testimoniava la capacità di realizzare nella soprastante foresta un sistema di canalizzazioni in muratura che raccoglieva l’acqua dalle varie piccole sorgenti e polle, che veniva così convogliata sino al Convento e immessa nelle cisterne.

Un’altra possibilità era inoltre offerta dalla realizzazione dei pozzi, documentata tra l’altro dalla autorizzazione che il I° maggio 1727 il Padre Guardiano Arcangelo da Lucca otteneva in risposta ad una supplica inviata al Ministro Provinciale Padre Francesco da Sanseverino.

Nel convento sono conservate diverse lapidi. Tra queste compare una lastra tombale nella quale si trova il corpo di Francesco Capano. Una volta si trovava sul pavimento e di conseguenza il passaggio dei fedeli poteva rovinarla, per cui fu collocata nella parete di retrofacciata della chiesa, a sinistra dell’ingresso. In essa il defunto è rappresentato secondo l’iconografia tradizionale, con gli avambracci incrociati sull’addome, il capo appoggiato su un ampio cuscino ed ai piedi due cagnolini.

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