Comune di Mercato San Severino

Piazza Ettore Imperio, Mercato San Severino, SA, Italia

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089.826811

09:00-12:00

Il comune di Mercato San Severino è posto nell’alta valle del Sarno, ai piedi dei monti Picentini, a Nord della provincia di Salerno ed al confine con quella di Avellino.

Il Municipio è situato in Piazza Imperio, 6 cap. 84085.

Il nome del comune si scinde in due termini: “Mercato” e “S. Severino”.

Originariamente Mercato identifica il nome dell’attuale capoluogo e di uno dei quattro quartieri in cui si divideva l’antico “stato” di S. Severino. Il termine, nella versione “forum” (=mercato), compare per la prima volta in un atto notarile del novembre 1303, ma è probabile l’esistenza già in epoca longobarda.

La designazione Mercato resiste fino ai primi anni dell’Unità Nazionale.

Nella seduta del 21 maggio 1864 il consiglio comunale delibera il cambiamento del nome del comune da “Mercato” in “Mercato Sanseverino”. La richiesta è trasmessa al prefetto del Principato Citeriore in data 12 luglio dello stesso anno.

Il 23 ottobre 1864 è emesso il decreto reale di autorizzazione, ma con la dizione errata di “Mercato San Severino”. Inutili sono i successivi tentativi dell’Amministrazione comunale di ripristinare il termine corretto “Sanseverino”, prescelto in omaggio alla potente famiglia che nel locale castello aveva fondato l’originaria dimora.

Non vi è dubbio che la storia della Valle affondi le sue radici nella civiltà romana, se non preromana. Molti sono i segni che lo confermano : una sezione dell’ acquedotto Claudio nei pressi della locale ferrovia, la torre Marcello in prossimità della frazione Curteri e le tracce di una centuriazione in località Faraldo.

Mercato non diventerà mai un grande centro urbano, esistevano fondati motivi (di cui parleremo più avanti) che ne impedirono l’espansione. Ma la posizione felice rispetto ai traffici favorì la sua affermazione quale luogo di stazione. Più che residenza urbana, dunque, Mercato fu fino al XVIII secolo – come dimostreremo – sede di pubblici uffici, come la Cancellaria e la Dogana, o di banchi di pegni per favorire il credito più di tutto. Mercato, inoltre, fu sede di svariati empori per il commercio fisso a piazza molto ambita per la mercatura girovaga.

La istituzione della Fiera annuale del 1303 è la prova dell’importanza mercantile del luogo. Infatti sulla piazza si svolgevano non solo transazioni con i mercanti del circondario, ma anche con mercanti genovesi e fiorentini.

Le merci trattate erano le più diverse: da quelle povere, come granaglie e alimenti vari, a quelle più ricche, quali pelli, sete, panni di lana, oro e rame. Una attività mercantile così fiorente spesso richiamava sulla piazza l’investimento di diversi capitali da parte di mercanti-banchieri, ebrei e ricchi possidenti.

Nel circondario, poi, rifiorivano le attività artigianali. Ricordiamo la presenza dei maestri di muro, degli intagliatori di pietre, dei pipernieri, dei maestri ferrai, dei maestri ramieri, dei fonditori di metalli, dei tessitori, dei tintori, dei maestri di cotto, dei fabbri lignari, degli aurifabri, dei coriari.

Questi maestri artigiani operavano non solo nello Stato di Sanseverino, ma anche a Salerno, Napoli, Gaeta, Vicenza, fino alle province lombarde, richiamati per la loro perizia.

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