Chiesa dell’Assunta

Vicolo I Angelo Abatemarco, Montesano Sulla Marcellana

La Chiesa dell’Assunta sorge nel centro storico ed è comunemente denominata “Chiesa Nuova”. Venne edificata tra il 1718 e il 1731 dai fratelli Pietro e Antonio Gerbasio.

L’edificio, a croce greca , è stato costruito con grande perizia architettonica. Presenta una facciata ben proporzionata e dinamica con angoli arrotondati, il cui spazio, in mattoni pieni a vista è spezzato da paraste realizzate in pietra locale da taglio con funzione di pilastri su doppio ordine; nel primo è inserito il portale d’ingresso e nel secondo un finestrone, entrambi di pregevole fattura.

Su tutte le paraste è incisa la sigla MBG (Monumentum Bonae Gentis) a testimoniare l’appartenenza a famiglia gentilizia. La copertura della cupola, in coppi, richiama modelli di epoca bizantina.

L’interno, ad aula unica con volta a botte, si fa ammirare per l’armoniosità dei caratteri e la sobrietà delle decorazioni.

Il presbiterio, posto su piano rialzato, è impreziosito dall’altare maggiore in marmo policromo, alle spalle del quale fa bella mostra il “Concistorium” realizzato in legno di noce, opera verosimilmente di bravi artigiani locali.

Una tela raffigurante la Vergine Assunta in cielo, non originale, inserita in una grande cornice barocca, campeggia sulla parete di fondo dell’abside.

Le effigie dei due fondatori, in marmo pregiato, sono riprodotte in rilievo in due clipei aggettanti dalle pareti laterali.

La chiesa, in origine, era servita, secondo la volontà dei due fondatori, da un Rettore e da dodici Cappellani. Per la sua dotazione fu istituito, in Napoli, un Monte da cui si ritraeva la somma di 800 ducati.

Ma nell’occupazione francese del Regno, detto Monte venne sciolto, i beni divisi fra gli eredi e la dotazione ridotta a 400 ducati. Dopo il terremoto del 1857 fece funzione di parrocchia, essendo le altre chiese crollate a causa del sisma.

Nel 1984, stante l’avanzato degrado in cui versava, venne donata dal proprietario al Comune di Montesano e restaurata con i fondi della Legge 219/81. Attualmente viene utilizzata per lo svolgimento di manifestazioni di carattere culturale

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