Chiesa e Convento degli ex Cappuccini

Montesano Sulla Marcellana

La Chiesa e Convento degli ex Cappuccini è ubicato in aperta campagna nella località omonima a sud di Montesano.

Dalla relazione sui conventi della Provincia Monastica di Basilicata del 1650 si rileva che chiesa e convento furono fondati nell’anno 1590 per volere dell’ “Università” e col consenso del vescovo di Capaccio, alla cui Diocesi apparteneva, allora, Montesano.

La struttura era circondata da mura, di cui restano tracce, che perimetravano gli orti annessi.

Di particolare importanza era la presenza di una “gualchiera”, alimentata da una copiosa sorgente che sgorgava nell’orto, e, dal 1815, anche di un lanificio; motivo che ne evitò la chiusura durante il decennio di dominazione francese.

L’edificio era composto da due ali conventuali con interposta chiesetta dedicata, in principio, a S. Francesco e, in seguito, a S. Matteo. Del convento, l’ala destra, da tempo fatiscente, fu definitivamente demolita alcuni anni or sono per far posto ad un campanile in cemento armato con piazzetta antistante; l’ala sinistra, ancora esistente ma in stato di avanzato degrado, presenta un impianto a corte, con chiostro a piano terra, sul quale si aprono ambienti per uso comune: refettorio, cucina, dispensa e forno.

Il chiostro, di armoniose proporzioni, è delimitato da archi in muratura a tutto sesto e corridoi con volta a botte.

Al primo livello si accede per mezzo di una scala a due rampe con gradini realizzati in pietra locale, con soffitto a volta rampante, la cui imposta è sormontata da affresco raffigurante lo stemma francescano. L’ambiente accoglie su tre lati diciassette celle per i frati ed una riservata al P. Provinciale; il quarto lato, contiguo alla chiesa, funge da loggiato con affaccio sul chiostro.

Il livello superiore, di epoca posteriore, presumibilmente inizio ‘800, presenta la medesima impostazione di quello sottostante e venne elevato per ospitare lo “Studentato” per la formazione dei futuri sacerdoti.

Nel 1866, in virtù, della legge eversiva del 7 luglio, venne inesorabilmente soppresso ed acquistato dalle famiglie Cestari e Gerbasio di Montesano.

Tra il 1886 e il 1888 il vescovo di Teggiano del tempo mons. Vincenzo Addessi, vista la disponibilità dei proprietari, pensò ad un suo riutilizzo per affidarlo ai PP. Passionisti, senza, però, riuscirvi a causa di una “vertenza” sulla chiesa.

L’ultima utilizzazione meritevole di nota, quale convitto per giovani studenti, avvenne negli anni 1944 – ’45 ad opera dei PP. Vocazionisti.

Abbandonato anche da questi, venne adibito ad annessi agricoli con ovile.

Dopo la recente donazione dello stabile da parte della proprietaria dott.ssa Cestari al Comune di Montesano, sono state intraprese le necessarie pratiche per il suo completo recupero.

La chiesa ebbe, in origine, una sola navata, separata dall’abside da un magnifico arco trionfale.

Quattro archi a pieno centro, aperti nella parete laterale di destra, immettono nella navata minore, aggiunta al corpo principale verosimilmente intorno alla seconda metà del XVII secolo. Essa accoglie le cappelle con altari e icone di S. Francesco, S. Rosa da Viterbo, S. Antonio e S. Felice.

Nel pavimento trovano posto due sepolture, una dei Frati e l’altra della famiglia Cestari.

Le pareti di quest’ultima sono prive di qualsiasi ornamento, a differenza dell’aula maggiore, che è ricoperta di stucchi, lesene e decorazioni di gusto barocco. Il pregevole altare maggiore, in marmo policromo, fu fatto edificare nel 1863 dalla Pubblica Amministrazione di Montesano. Una tela raffigurante l’Immacolata circondata da simboli e con ai piedi gli apostoli S. Giovanni e S. Matteo, che un tempo campeggiava sulla parete di fondo dell’abside, è stata recentemente restaurata e sistemata sulla parete sinistra del presbiterio.

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