Il Castello di Oliveto Citra

Via Chiesa, Oliveto Citra, SA, Italia

Il Castello di Oliveto Citra, di cui sono rimaste in piedi poche mura a causa del terremoto del 23 novembre 1980, sebbene non compaia di frequente nella letteratura dei castelli significativi dell’Irpinia, riveste un significato importante.

Un bel castello baronale forma un oggetto cospicuo del Sele, così nel 1898 era indicato il castello di Oliveto Citra. Il complesso sorge al centro dell’abitato ed è uno dei tipici castelli baronali del Sud.

Le sue prime strutture risalgono all’epoca medioevale, soltanto in senso planimetrico può avanzarsi qualche ipotesi in tal senso, data anche la non conclusione dei castrum di Oliveto tra le fortezze da restaurare sotto gli Svevi, con le famose prammatiche del 1230-31, è da pensare che in epoca imprecisata, ma certamente intorno alla piena età rinascimentale il castello fosse ripristinato con un altro tipo di elevato, consono ai nuovi tempi della fortificazione dell’architettura baronale, infatti, nel nuovo castello vennero ad abitare i feudatari che dal 1600 alla fine del 1700 tennero Oliveto.

Attualmente sono visibili le scuderie tipiche e gli angoli ove le mura si ingrossano per la presenza delle torri e dei luoghi ove è ancora possibile recuperare ambienti sepolti.

Dal 1556, fino ai primi del 1600, Oliveto fù dei Blanch, da costoro, poi ancora passò al marchese Marc’Antonio. Cioffi di Salerno nella metà del 600 e dai Cioffi, per ramo di parentela nella seconda metà del 700 ai Macedonio, marchesi di Reggiano, e da loro, per via femminile, è passato ai baroni Guerritore. A questi ultimi il castello di Oliveto Citra passò per estinzione maschile della famiglia Macedonio. Infatti, la figlia del marchese Marcantonio sposò il barone Andrea Guerritore.
E’ dunque nel periodo marchionale dei Blanch-Cioffi-Macedonio-Guerritore che deve intendersi ricostruito il castello di Oliveto, forse databile con un certo margine di approssimazione alla prima metà del XVI secolo, con aggiunte successive dei secoli citati.

Il castello a forma vagamente trapezioidale e giace su un compatto masso calcareo, la planimetria rimanda ad un disegno castrense largamente recepito nella tarda fortificazione normanna, cioè un recinto tendenzionalmente circocentrico; questa è la sola ipotesi verificabile in senso storico, per cui è credibile che la nuova fortificazione rinascimentale abbia usato le basi antiche, o almeno il disegno antico di cui si è discorso.

Attualmente il castello presenta ancora delle finestre, di cui alcune tompagnate, con caratteri stilistici seicenteschi, o almeno tardo rinascimentali. In un punto a N.O., in cui il muro di cortina assume quasi veste turrita, sono evidenti i segni di assestamenti edilizi, forse del seicento.

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