Convento di San Francesco

Piazza San Francesco, Padula, SA, Italia

0975.77080

09:00-12.00 16:00-19.00

Il Convento di San Francesco sorge non lontano dalla Certosa, ai piedi del paese, nel nucleo abitato “fuori le mura” di S. Giacomo ove si trovava il Palazzo Baronale dei signori cittadini. Si affaccia sulla piazzetta omonima, all’ombra di un albero secolare.

La struttura nacque nel 1380 per volere di Giovanni Tommaso Sanseverino, discendente del più famoso Tommaso. Nel ‘400 venne affidato ai Frati Minori Osservanti, con il com pletamento del bel chiostrino su colonne in pietra. Maria de Cardona, marchesa di Padula, finanziò la fusione della campana nel 1556; in seguito, le famiglie D’Avalos e Del Tufo elargirono al convento ulteriori benefici.

La chiesa, cui si accede da un atrio seicentesco ricavato nel corpo della facciata, è a due navate, con le pareti interamente ricoperte di affreschi del 1715, recanti scene tratte dal Nuovo Testamento ed opera di Anselmo Palmieri, abate pittore.

I motivi floreali, pure dipinti, sono stati invece realizzati da Francesco De Martino da Buonabitacolo e datati al 1713. Sotto gli stucchi settecenteschi, recenti saggi hanno rinve nuto affreschi medievali di buona fattura, con figure di santi. L’antica volta, crollata nel terremoto del 1857, è stata poi ribassata, mentre originale è l’abside pentagonale, che ancora conserva l’architettura gotica.

La navata laterale, sul lato sinistro, si conclude con la cappella Del Tufo, inquadrata da un bellissimo arco a tutto sesto in pietra locale. Nella chiesa troviamo pregevoli sculture, tra cui la seicentesca e veneratissima statua di S. Francesco, quelle dei SS. Vito e Donato (seconda metà ‘500) e le più antiche S. Caterina d’Alessandria e S. Maria Maddalena (fine ‘400).

Degne di nota anche le opere d’intaglio del padulese Vincenzo Breglia (1880-1954), che ha realizzato il pulpito e i confessionali. Infine, il grande orto del convento, con un uliveto tuttora produttivo. I frati, presenti per secoli a Padula, vi risiedono oggi saltuariamente, pur continuando a rappresentare un punto di riferimento insostituibile per la comunità – non solo cristiana – dei Padulesi.

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