Comune di Perdifumo

Piazza del Municipio, 1, 84060 Perdifumo, SA, Italia

Sito Web

0974.845024

09:00-12:00

Il comune di Perdifumo è composto dalle frazioni di Camella, Mercato e Vatolla , è situato in un’area centrale del Cilento antico, a nord-ovest del Monte della Stella; esso rientra in pieno nella Formazione geologica di S. Mauro.

Il Municipio è situato in Piazza Municipio, 1 cap. 84060.

Il primo nucleo del centro abitato di Perdifumo nacque nel corso dell’XI secolo con l’assorbimento degli abitanti del vicino villaggio di Sant’Arcangelo. Prime notizie su Perdifumo si hanno nel 1083, quando la popolazione, dapprima aggruppatasi sotto l’ala protettrice del monastero di Sant’Arcangelo, per le migliorate condizioni economiche e sociali aveva ritenuto di potersi trasferire nell’abitato sorto via via in una località più adatta all’agricoltura.

La sua ubicazione nei pressi di un torrente, ha favorito in epoca medievale il nome di “pes-de-flumine”, donde il dialettale “per(e)-de-fiume”. Che il villaggio più antico di Sant’Arcangelo fosse sorto intorno al cenobio italo-greco ne è notizia, oltre che nella tradizione, dai nomi degli abitanti longobardi e bizantini e dai toponimi, come si evince dall’evoluzione semantica.

Nel 1073 Sant’Arcangelo con i suoi possedimenti passò alle dipendenze della Badia di Cava e nel 1077, l’anno in cui i Normanniconquistarono il Principato di Salerno, il centro di Perdifumo doveva già essere costituito, giacché da una verifica effettuata sei anni dopo, nel 1083, per accertare il numero dei vassalli dipendenti dai singoli monasteri cilentani, risultarono di pertinenza di Sant’Arcangelo una cinquantina di nuclei familiari che senz’altro dovevano risiedere in quel tempo a Perdifumo. Nello stesso periodo Perdifumo, come tutti i possedimenti di Sant’Arcangelo, fu compreso nel territorio concesso alla famiglia Sanseverino.

In seguito agli avvenimenti della guerra del Vespro (1282-1302) Perdifumo fu completamente distrutto. Ricostruito, rimase ancora in possesso della stessa Badia fino al 1412, quando tutti i suoi feudi cilentani per volontà del papa Gregorio XII passarono in mano al re Ladislao di Durazzo.

Nel 1436 Perdifumo fu concesso da Alfonso d’Aragona ai Sanseverino in assoluto dominio, conservandovi la Badia la sola giurisdizione spirituale.

Nel 1500, trovandosi i Sanseverino privati di tutti i loro feudi a seguito della Congiura dei Baroni (1485-87), il re Federico d’Aragonaconcesse Perdifumo in feudo al cavaliere Giacomo Guindacio, nobile napoletano, che ne conservò poi il dominio come suffeudatario dei Sanseverino quando questi recuperarono nuovamente i loro feudi nel 1507. Di ciò sono testimonianza, sulla monumentale fontana del paese (costruita nel 1500), le due epigrafi che ricordano i due tempi dell’acquisto del dominio di Perdifumo da parte del Guindacio.

Una figlia del Guindacio, Porzia, portò in dote il feudo ai Caracciolo (1520), dai quali passò a Violante Brancaccio (1561) e poi a Paolo del Baglivo (1568). Ritornò subito dopo alla stessa Brancaccio, che lo rivendé a Federico Capece Tomacelli (1593), dal quale passò a Lucrezia Sersale (1609), che per matrimonio riportò il feudo ai Caracciolo (1609). Costoro, ottenuto su Perdifumo il titolo di Duchi, lo rivendettero ai Filomarino (1624)[3], che prima del 1636 lo trasmisero nella loro famiglia al ramo dei Principi diRoccadaspide, che lo mantennero fino all’abolizione della feudalità nel 1806 da parte dei francesi.

Dal 1811 al 1860 ha fatto parte del circondario di Castellabate, appartenente al Distretto di Vallo del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d’Italia ha fatto parte del mandamento di Castellabate, appartenente al Circondario di Vallo della Lucania.

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