Centro Storico di Rutino

Rutino, SA, Italia

Rutino è un paese baciato dal sole dall’alba al tramonto, disposto longitudinalmente da S. Rocco ai Mazzoni sulla cresta della collina, fiancheggia per tutta la sua lunghezza la strada statale 18, la Tirrena Inferiore. Ha una superficie di 9,64 Kmq ed è ad un’altitudine di 371 metri sul livello del mare.

Guarda sullo sfondo nord-est lo scorrere scarso e pigro del fiume Alento, le cui acque oggi sono convogliate nella diga.

A sud-est il serpeggiante luccichio dei binari indica la stazione ed il rione Rutino scalo a circa 7 km di distanza.

Contempla poi a sud il Monte della Stella che s’innalza dolcemente al cielo, mentre sulla dorsale parallela è affiancato dal vicino comune di Lustra.

Tutto il paesaggio collinare, nella sua bellezza selvaggia, è dominato, sul lato ovest, dalla mole superba del castello di Rocca Cilento che coniuga armonicamente storia e natura. Assumendo la caratteristica dell’antica borgata, Rutino offre un piacevole soggiorno ai visitatori che qui vengono in ogni stagione per trovarvi pace ed oblio.

Di antico sanno alcuni caseggiati del centro storico che testimoniano ancora la vetustà del luogo:

  • la Chiesa di San Michele Arcangelo
  • palazzo Lombardi
  • palazzo Lombardi – Rinaldi – Moschillo
  • palazzo Miglino già De Agostino
  • i palazzi Magnoni

Lungo la via Roma scopriamo “la Colombaia” di ottima fattura, per qualcuno di stile “arabesco”, per chi scrive più liberty, simbolo del paese, con di fronte l’antico palazzo Cuoco.

Più su i palazzi Guarino ex Oliva, Criscuolo ex Spagnuolo, Borrelli e il vetusto palazzo Cuoco un tempo forse destinato a convento, come vuole la voce del popolo, considerandone le strutture e ricordandone gli affreschi sulle pareti delle arcate al piano rialzato ora inesistenti ma presenti negli anni ’50.

Percorrendo la via Dei Mille, presso il largo Guglielmo Marconi (i sabbiuoli), troviamo il Palazzo Verdoliva, poi proseguendo quello di Di Giulio-Oricchio oggi Ciardi-Casale, più su palazzo Melella nel passato Lombardi ed infine, forse il più antico di tutti questi, palazzo Magnoni, oggi Santangelo-Chirico-Rizzo, un tempo sede della Gendarmeria Borbonica.

Osservando questi edifici si possono scoprire i segni delle vecchie culture artistico-architettoniche: dai portali e “caposcale” ai mascheroni, dagli stemmi in marmo alle opere in ferro battuto. La visione diretta mostra ciò che è arte; la descrizione non realizza l’opera ma ne esprime solo delle qualità.

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