Chiesa di San Pietro e Museo Diocesano

Via San Pietro Teggiano

Sito Web

Per info e visite guidate: 349.5140708

10.00-13.00 15.00-18.00

La trecentesca Chiesa di San Pietro fu edificata dagli angioini sulle fondamenta di un tempio probabilmente dedicato ad Esculapio, il dio della medicina.

Tale ipotesi è suggerita dalla presenza di resti sul lato destro dell’edificio di cui alcuni serpenti scolpiti su un capitello murato lungo i muri esterni dell’edificio di provenienza romana, insieme ad altri elementi quali: una metopa, un capitello ed un ara votiva.

Nel portico di stile romanico si possono ammirare dei bassorilievi in marmo raffiguranti dei profeti. La scala d’accesso ha un porticato a tre arcate sorretto da due colonne. Il portale è sormontato da un affresco raffigurante “ La Crocifissione “ di scuola toscana.

L’interno della chiesa è a navata unica, ed ha tre cappelle.

Nella cappella dell’Addolorata è custodita la tomba dedicata alla memoria del soldato Bartolomeo Frantone, realizzata nel 1401. Il sarcofago è sorretto da un leone al disopra del quale è posta la statua del defunto.

Nella seconda Cappella di San Paolo, vi è la tomba dell’arcidiacono Guglielmo Rossi, il sarcofago è sostenuto da tre cariatidi che rappresentano le tre età della vita.

La chiesa di San Pietro dal 1930, ormai sconsacrata, ospita il Museo Civico Diocesano-San Pietro che raccoglie opere architettoniche che vanno dal periodo romano al XVIII secolo. Opere provenienti dal territorio di Teggiano.

L’impianto museale, ben strutturato nel percorso visivo e documentario, conserva opere di scultura e di pittura che abbracciano epoche diverse.

Il periodo antico, preromano e romano, è collocato nel pronao; qui sono le testimonianze archeologiche ritrovate nel territorio teggianese nel corso di scavi o rinvenimenti fortuiti: una mensa ponderale, per il controllo dei pesi nel mercato locale, alcune iscrizioni funerarie, come quella in cui compare la citazione di Tegianum in epoca romana; una statua acefala e un Telamone.

Numerose e di buon livello sono le testimonianze successive presenti nella navata, che illustrano un lungo arco di storia della Diano medievale. Di forte resa cromatica ed espressiva sono gli affreschi collocati nell’abside e nel presbiterio, attribuiti al XIV-XV secolo, staccati dalla cripta della chiesa di Sant’Angelo nel 1980 e restaurati dalla allora competente Soprintendenza di Napoli.

Sempre nel presbiterio è una serie di sculture che occupano un arco cronologico di cinquecento anni, dal XIV al XIX secolo, come una Madonna con Bambino del XIV secolo, un Crocifisso in muratura del XV secolo, una Madonna delle Grazie del XVI secolo, e una pala d’altare del XVII secolo, raffigurante la Madonna del Rosario con i Misteri.

L’ex sacrestia accoglie la sezione museale dedicata ad oggetti liturgici e suppellettili sacre di varia funzione, come paramenti, argenteria e reliquiari del XVII secolo.

Visitato 204 volte, 2 Visite di oggi

Postato in Musei