Chiesa Madonna delle Grazie e San Francesco di Paola

Via Bottaio, 84019, Vietri sul mare, SA, Italia

Sito Web

09:00-12:00 16:00-20:00

La Chiesa Madonna delle Grazie è a tre navate con l’elegante portico ed accogliente piazzetta antistante ed è situata nella frazione Benincasa di Vietri sul Mare.

Dell’origine della Chiesa di Santa Maria delle Grazie si parla in una relazione dello stato delle Parrocchie, fatto nel 1697.

Qui, infatti, si legge che nel campanile di detta chiesa vi erano due campane,su cui erano scritti il titolo della chiesa e l’anno in cui erano state comprate le campane (1610). Quindi la fondazione della chiesa deve porsi prima dell’anno 1610. Anche se i dati di Benincasa (battesimi, cresime, matrimoni, esequie) raccolti in registri e conservati nell’ archivio Parrocchiale di Dragonea, partono dall’ anno 1565 fino al 1889, quando la chiesa di S. Maria delle Grazie di Benincasa si stacca dalla Chiesa Madre di Dragonea.

L’altare maggiore, tutto in marmo, ha un palliotto splendidissimo , con un magnifico bassorilievo raffigurante la Visitazione.

Il coperchio del battistero è un meraviglioso lavoro cinquecentesco in legno.

Nel 1728 la Chiesa fu consacrata da Mons. Carmignano, Vescovo di Cava. In quell’occasione il tempio fu ornato di stucchi, fu arredata di una vaca marmorea per il battistero, ebbe l’altare maggiore e il baluastro in marmo.

Nell’anno 1483 il destino della Chiesa S. Maria delle Grazie si incrocia con quello dell’umile Eremita Calabrese, San Francesco di Paola. Nella chiesa di Benincasa si conserva un quadro riproducente il volto di S. Francesco di Paola.

La tradizione vuole che quello sia il ritratto naturale del Santo, “La Salvietta”.

Narra la tradizione, che in uno dei giorni in cui il Santo era a consumare il suo magro pasto, si accorse che un pittore, di nascosto, cercava di ritrarlo. Francesco (che sinceramente si riteneva indegno di qualsiasi onore e venerazione) in segno di disapprovazione, si copri’ il volto con la Salvietta e Dio, ad esaltare il suo servo, compie il prodigio: sul lino di essa restano i lineamenti del volto.

Nel 1656, narra ancora la tradizione, i discendenti della famiglia Capograsso (forse ispirati dal Santo) per evitare il contagio della peste, che inferiva nella loro citta’, si ritirarono a Benincasa. Cessata l’epidemia, alcuni di essi restarono in questo villaggio e donarono la preziosa Reliquie alla Chiesa, costruendovi un prezioso ed artistico altare di marmo con dossale, a forma di reliquario, per la Salvietta, ed i resti dei due fortunati coniugi, che ospitarono il Santo, trasferiti da Salerno, furono deposti a pie dell’altare del santo.

La Salvietta con il vero volto del Santo viene portata in processione accanto alla Statua del Santo Patrono l’ultima domenica di agosto.

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