Santuario di San Vincenzo Ferreri

SP75 Dragonea, SA, Italia

Sito Web

089.210623

09:00-12:00 16:00-19:00

Il Santuario di San Vincenzo Ferreri è stato da sempre meta di numerosi visitatori.

La chiesa, dedicata a Santa Maria ad Martyres, è situata in un luogo solitario sulla collina detta Maiano, al di sopra del vallone del torrente Bonea nella frazione Dragonea di Vietri sul Mare.

La chiesa è molto antica per cui non è possibile stabilire con sicurezza la data della sua fondazione. Trovandola citata in un documento del 1074, sotto il titolo di Santa Maria de Maiano de Transbonea.

Nel 1088 Vivo Vicecomite (che nel 1058 aveva ottenuto dal principe Gisulfo II in feudo il casale di Transbonea) e sua moglie Romana la donarono a S. Pietro, terzo abate del monastero della SS. Trinità di Cava, unitamente a due pezzi di terreno.

I monaci benedettini vi fecero costruire a fianco un conventino che ancora oggi esiste. Accanto alla chiesa sorse anche una Confraternita, che nel 1442 rendeva all’Abate un censo.

La Confraternita di S. Maria ad Martyres, mutò il nome in Confraternita del SS. Rosario e agli inizi del ‘600 fu realizzato l’Oratorio, con relative sepolture sottostanti, accanto alla chiesa.

Nel 1513 la chiesa e il convento furono ceduti ai Padri Domenicani.

Nelle deliberazioni comunali dell’amministrazione di Cava dei Tirreni, a cui appartenne fino al 1806 il territorio di Vietri sul Mare, si legge che nel 1670 il Sindaco Fulvio Atenolfi aveva promesso ai Domenicani 30 ducati per l’acquisto di letti e suppellettili.

Nel 1809, per effetto delle Leggi di soppressione, i locali e i beni passarono al regio demanio; la chiesa venne assegnata alla Parrocchia di S. Pietro come succursale. Il conventino, invece, fu ceduto ai Benedettini che lo restaurarono nel 1831, sotto il governo dell’abate Villaraut.

Il disastroso terremoto del 1980 recò numerosi e gravi danni alle strutture, rendendo la chiesa impraticabile.

Dopo tanti anni di chiusura, grazie soprattutto all’instancabile e qualificato lavoro dei volontari e alla generosità dei fedeli, il Santuario è stato riaperto al culto.

Il vano adiacente alla chiesa era utilizzato quale oratorio della Congrega del Rosario e presenta un significativo pavimento in ceramica vietrese della prima metà dell’Ottocento.

Nel convento e nel terreno circostante nella seconda metà dell’Ottocento vi operò una scuola agraria diretta dal monaco benedettino Gaetano Foresio, anche esperto e collezionista numismatico.

Il luogo è meta di pellegrinaggi e di passeggiate.

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