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La chiesa di S. Andrea de Lavina o della Lama è così chiamata per via del torrente Lavina che scorre ancora adesso sotto la strada, fu edificata in un periodo posteriore all’832; in quell’anno infatti, il duca salernitano Sicardo, conquistò Amalfi e ne deportò parte degli abitanti a Salerno, confinandoli nell’attuale quartiere detto delle “Fornelle”; i prigionieri vollero quindi edificare una chiesa dedicata al loro Patrono.

La fronte del tempio attualmente è rivolta ad Est, ma un tempo era rivolta ad Ovest, e in tale situazione rimase almeno fino alla fine del XVI sec: la prima chiesa, costruita sulle rovine di un edificio di epoca romana, si trova interrata ad almeno 6 m sotto l’attuale livello stradale, e presenta i resti di tre absidi affrescate di cui solo la centrale è ben visibile, con la raffigurazione dei quattroArcangeli.

Intorno al X secolo, forse in seguito a un’alluvione, la chiesa precedente fu in parte demolita e adibita a sepolcreto (alcuni scheletrirecentemente riportati alla luce, si trovano ancora nella posizione originaria e sono messi a vista, creando un’atmosfera suggestiva), e su di essa ne fu costruita una più ampia, di cui rimangono ancora due delle tre navate, oltre a qualche moncone di affresco raffigurante due santi ed un’iscrizione in greco, che testimonia una possibile diversa frequentazione dell’ambiente, oltre a quella amalfitana.

La terza chiesa venne costruita sulla precedente (divenuta a sua volta un sepolcreto) intorno al XII secolo: testimone del cambiamento è un palinsesto di affreschi (i più antichi dei quali risalenti a quell’epoca) raffiguranti due santi vescovi (inizio Trecento), un secondo strato difficilmente leggibile (forse quattrocentesco) ed un terzo strato seicentesco dipinto come un finto tabernacolo, con scene della vita di un santo, forse lo stesso Andrea.

Le colonne della terza chiesa sono inglobate nei pilastri della navata di destra: dopo il rivoltamento della pianta verso Est della fine del Cinquecento, infatti, la chiesa subì un radicale restauro che le fece assumere un aspetto barocco.

Il campanile è databile entro l’XI secolo e presenta tre livelli ad archi ogivali, anche se recenti scavi hanno riportato alla luce una bifora sul lato Nord; con le sue campane, Ippolito da Pastena (il “Masaniello Salernitano”) incitò nel 1648 il popolo alla rivolta contro gli spagnoli.

Gli ultimi interventi nell’edificio furono realizzati a seguito del sisma del 1930 e in seguito all’alluvione che colpì la città di Salerno nel 1954. La chiesa è attualmente oggetto di importantissimi lavori di restauro e di scavi archeologici.

A circa 9 metri dall’attuale piano di calpestio della chiesa è stata rinvenuta una chiesetta absidata con due nicchie laterali che presentano affreschi databili al IX-X secolo.

In particolare l’affresco dell’abside raffigura un tema iconografico tratto dal Libro dell’Apocalisse ascrivibile con ogni probabilità al X secolo.

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40.6801549, 14.7556845

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