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Il Comune di Capaccio – Paestum è caratterizzato, da ovest verso est, da una lunga linea di costa, con spiagge sabbiose larghe anche 80 metri, seguita da una florida fascia pinetata quindi da una vasta pianura, intensamente coltivata, che giunge alle pendici del gruppo montuoso, rientrante nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, dove sorge il nucleo storico del paese.

Nel territorio è ubicata l’area archeologica di Paestum, la città romana sorta sulla colonia greca di Poseidonia. La zona archeologica di Paestum è uno dei principali parchi archeologici del mondo, dotato di un museo, ed è riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità.

Il Municipio è situato Via Vittorio Emanuele cap. 84047.

Il nome del luogo, originariamente Calpatium o “caput aquis” su cui sorge in tempi moderni Capaccio Vecchia, nei pressi del santuario della Madonna del Granato, prende origine dal latino Caput Aquae (origine dell’acqua).

La Capaccio moderna viene menzionata per la prima volta in documento del 1051. Poco distante, sul versante settentrionale del Monte Calpazio sono ubicati i resti di Capaccio Vecchio, abitato raso al suolo dalle truppe di Federico II in quanto feudo dei Sanseverino, una delle famiglie che partecipò alla Congiura dei Baroni. In seguito trovano rifugio nell’abitato di Casali S. Pietro, l’attuale Monticello, importante centro industriale fin dalla metà del Duecento e sede vescovile nel 1300.

Divenne in seguito feudo dei Berengario, dei Sanseverino, dei d’Avalos d’Aragona, dei Grimaldi e dei Doria.

Nel 1500 il matrimonio con Isabella Villamarina sancisce l’unione con il Principe di Salerno, unione durata fino all’accusa di tradimento che porta il Principe all’esilio in Spagna presso la Principessa del Portogallo.

Durante il 1700 Capaccio ingrandisce e vede la costruzione di numerose costruzioni, la fontana dei tre delfini, palazzi mobiliari, e numerosi punti d’incontro per i cittadini tra cui piazza orologio, viene anche costruito il Convento francescano di Capaccio nel 1743. Nel 1800 con il suo figlio Costabile Carducci, Capaccio prende parte ai moti cilentani, dove lo vede alla guida della rivolta del Cilento nel 1848, trovò la morte grazie al tradimento di un prete che lo fa prigioniero. Dal 1811 al 1860 è stato capoluogo dell’omonimocircondario appartenente al Distretto di Campagna del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d’Italia è stato capoluogo dell’omonimo mandamentoappartenente al Circondario di Campagna. I Capaccesi dall’inizio XX secolo, grazie alla bonifica delle terre paludose che caratterizzavano quelle che adesso sono la Piana del Sele, dove vengono rese coltivabili, lavorano prevalentemente in pianura nei possedimenti dei pochi latifondisti.

La riforma agraria avvenuta negli anni 60, l’aumento della popolazione fa sì che sorgano numerose frazioni, centri di commercio e produzione agraria.

Indirizzo

Il nosto indirizzo:

Via Vittorio Emanuele, 84047, Capaccio, SA, Italia

GPS:

40.4228618, 15.08045100000004

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