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Il comune di Acerno è posizionato al centro dei monti Picentini, nell’alta valle del fiume Tusciano.

Il Municipio di Acerno è situato in Via Rimembranza 8 cap. 84042.

La fondazione di Acerno risale ai profughi dell’antica Picentia, distrutta dai Romani dopo la II Guerra Punica. Il documento più antico, conservato presso l’archivio della Badia di Cava dé Tirreni, è del 1027: <<…petrus filius ursi et mari filius amati presbiteri et dauferi filius offi qui fruit de Acerni”.

Dal Catalogo Baronum risulta feudatario di Acerno e Giffoni Sei Casali, intorno al 1150, Guido de Acerno, che aveva ereditato i feudi dal padre Tomrnaso. Il 17/08/1254 Papa Innocenzo IV conferma a Filippo d’Acerno il possesso di Acerno, Castronuovo e di vari beni feudali. Nel 1272 Carlo I d’Angio concede al figlio primogenito Carlo il principato di Salerno, fra i cui baroni si trova “Adenasius de Tarascono pro castris Acerni ed Castellinovi”.

Nel 1469 Troiano Santomango è signore di Acerno, Calabritto e Muro. L’11/09/1500 si dà ordine di accettare se il feudatario Marcello Colonna è veramente tassato per Acerno per il doppio dei ducati che deve pagare e quale e l’annuo reddito che egli ha dal feudo. Nel l507 le terre di Acerno e Calabritto furono concesse con Real privilegio del 31/05/1507 a Ottaviano Colonna, a cui successe il figlio Marcello.

Nel 1534 Camillo Colonna denunciò la morte di Marcello suo padre, il quale possedeva Acerno, Calabritto e il feudo di Rigalise. Camillo muore il 10/12/1558 e gli succede il figlio Pompeo, che nel 1577 vende per 30.500 ducati Acerno e Calabritto a Diomede della Cornia, marchese di Castiglione. Diomede muore il 02/10/1596 e gli succede il figlio Ascanio, il quale muore il 12/08/1605 e gli succede il figlio Fulvio.

Nel 1619 fu prestato Regio Assenso alla vendita da parte di Fulvio di Acerno e Calabritto a Giovan Battista d’Aste per 39.000 ducati. Il 01/02/1634 muore Giovan Battista e gli succede il figlio Carlo, al quale succede il figlio Maurizio, dopo la morte del padre avvenuta il 22/09/1648. Il 31/10/1659 fu prestato Regio Assenso alla vendita fatta da Maurizio a Geronimo d’Aquino, il quale nel 1665 vende il feudo ad Antonio Tocco.

Il 05/03/1678 muore Antonio e gli succede il nipote Carlo, il quale vende a Nicola Gascon Y Altanas, Cavaliere dell’Ordine d’Alcantara, le terre di Acerno e Calabritto con strumento stipulato a Napoli dal notaio Gregorio Servillo il 30/08/1698. A Nicola, che il 24/11/1698 aveva ottenuto il titolo Marchese successe Antonio Gascon Y Vandeinde.

Il feudo di Acerno fu devoluto alla Regia Corte in seguito alla morte avvenuta senza legittimi successori in via feudale del Marchese Giuseppe Gascon, ultimo possessore nel 1777. Nel 1781 fu prestato Reale Assenso alla vendita fatta “sub hasta regiae carnerae” della città di Acerno a beneficio di Girolano Mascaro, Patrizio della città di Salerno e Presidente della Regia Camera. Questi, con l’eversione della feudalità (1806), fu l’ultimo feudatario di Acerno.

Acerno è stata sede vescovile sin dall’XI secolo. La diocesi era tra le più povere e piccole del Regno di Napoli, comprendendo oltre ad Acerno il solo territorio di Montecorvino Rovella. Pertanto, Papa Pio VII, con Bolla del 27/06/1818, assegna alla diocesi di Salerno l’amministrazione della Chiesa Vescovile di Acerno.

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