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Il comune di Gioi si trova tra le colline del Cilento, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, sulla cima di un colle (685 m s.l.m.), Gioi si affaccia su due valloni che confluiscono nella pianura più a valle, offrendo un paesaggio agrario accidentato, ma di grande bellezza, ricco di querce, castagne, felci, ulivi.

Il Municipio è situato in Piazza Andrea Maio 1 cap. 84056.

Centro agricolo dell’entroterra cilentano, situato su una collina tra le più alte del Parco nazionale del Cilento e protetta tutt’intorno da monti, il comune di Gioi si affaccia da un lato sulla valle del Fiume Alento e dall’altro sulla Costa, verso l’insediamento greco di Elea Velia.

Il toponimo “Gioi” deriverebbe, in base a quella che oggi risulta essere la tesi più attendibile, dalla passata esistenza di un tempio pagano dedicato a Giove. L’origine di Gioi è antica, e il luogo è ricco di memorie storiche a testimonianza della passata grandezza. Si ritiene sia stata edificata dai gentili e aumentò di prestigio in epoca normanna quando diventò il terzo baluardo difensivo della Rocca di Novi.

Testimoni della sua storia sono nella parte più alta del paese i ruderi del Castello e l’antica cinta muraria in cui è possibile notare alcune torri e la porta detta “Dei Leoni”, l’unica delle sette porte sopravvissute che anticamente consentivano l’accesso al centro abitato. Da vedere le due bellissime chiese barocche di Sant’Eustachio e San Nicola, ricche di opere d’arte, e il convento di San Francesco ai piedi del paese.

Lungo la dorsale di una collina, tra Gioi e Moio della Civitella, troviamo l’unica frazione del comune, Cardile il cui nome deriverebbe da un antico arnese (il cardo) impiegato nella lavorazione del lino, attività in passato molto fiorente e redditizia per i suoi abitanti.

Oggi cardile vive di un’economia agricola e si distingue per la coltivazione dell’ulivo, del castagno e del grano.

Da segnalare la produzione del caciocavallo con latte di vacche podaliche, a cui viene aggiunto nel corso della lavorazione caglio di capretto o di vitello, la soppressata ricavata da carne suina di prima scelta e lavorata a mano a punta di coltello, la produzione del fico bianco del Cilento nella tipica lavorazione che prevede l’essiccazione naturale ed un particolare confezionamento a “spiedino” con ripieno di mandorle o noci.

Nel periodo estivo si tiene l’appuntamento “Per Archi e Vuttari” nel corso del quale è possibile ammirare la bellezza del centro storico tra la riscoperta di antichi mestieri e la degustazione dei prodotti del posto.

Indirizzo

Il nosto indirizzo:

Piazza Andrea Maio,01 84056 Gioi (Sa)

GPS:

40.2888304, 15.2174052

Telefono:
Web:
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