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Il comune di Scala rientra nel territorio della Costiera Amalfitana.

Il Municipio è situato in Piazza Municipio cap. 84010.

Un’altura posta a circa 400 metri sul mare è il roccioso sito su cui fu edificata, con chiaro intento strategico, la cittadina di Scala. Secondo un’antica cronaca essa sarebbe stata fondata nel IV secolo da naufraghi romani diretti verso Costantinopoli. La notizia non è tuttavia storicamente dimostrata.

Certa è invece la funzione che i contrapposti altopiani di Scala e Ravello ebbero nel Medioevo: essi furono infatti i principali baluardi fortificati del territorio amalfitano. Venne distrutta nel IX secolo e fu interamente ricostruita e fortificata dai Pisani, passando così a un periodo di grande prosperità concomitante con lo splendore di Amalfi[2].

Un antico documento di Carlo D’Angiò rende nota l’esistenza di due castelli nel territorio scalese: il primo, del quale restano tracce su una vetta ad oltre 1000 metri di altezza, era denominato castrum Scalae Maioris, e l’altro, i cui resti sono ancora visibili nella frazione chiamata Pontone, era detto castrum Scalellae.

Nel 987 la città divenne sede vescovile. La notizia, però, non ha trovato accoglimento nella storiografia più recente sull’argomento. La comparsa del nome di Scala, tra le sedi suffraganee della Metropolia di Amalfi, istituita nel 987, è da attribuire all’interpolazione del testo della Cronaca dei Vescovi di Amalfi da parte dell’erudito scalese Giovan Battista D’Afflitto, collaboratore dell’Ughelli per la provincia ecclesiastica amalfitana. Nel testo che il D’Afflitto inviò all’Ughelli era addirittura specificato che il vescovo di Scala era immune dal pagamento del cattedratico.

Non è da escludere, infine, che tra le cause dell’interpolazione, ci sia stata la volontà di rendere più antica la diocesi di Scala rispetto a quella dirimpettaia di Ravello, eretta nel 1086, e soggetta direttamente alla Santa Sede dall’ottobre 1090.

È più probabile che la diocesi di Scala sia nata verso la fine dell’XI secolo, per volere dell’aristocrazia amalfitana o dell’Arcivescovo della città, come risposta all’elevazione di Ravello a sede episcopale, anche se il primo vescovo documentato è un certo Alessandro, nel 1118.

Quando però, l’autonomia del ducato amalfitano volse fatalmente al tramonto, l’imponente fortificazione di Scala non poté evitare una serie di devastazioni: il saccheggio e l’incendio da parte del normannoRoberto il Guiscardo nel 1073; la feroce distruzione inflitta dai Pisani circa sessanta anni più tardi; l’irruzione delle armate di Ottone di Brunswick nel 1210 e quella attuata dai ribelli dei Vespri.

Scala però non si distinse soltanto in episodi bellici, ma prendendo parte attiva alle vicende della repubblica marinara si rese protagonista anche nel commercio e nell’artigianato.

Gli scalesi avevano stabilito sin dall’XI secolo a Napoli una vera e propria colonia commerciale con una chiesa ubicata nei pressi diPorta Nolana.

Il 31 luglio 1603 la diocesi di Scala fu unita aeque principaliter alla diocesi di Ravello e il 27 giugno 1818 entrambe le diocesi furono soppresse.

Dal 1806 al 1860 è stato capoluogo dell’omonimo circondario appartenente al Distretto di Salerno del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d’Italia, è stato capoluogo dell’omonimo mandamento appartenente al Circondario di Salerno.

Indirizzo

Il nosto indirizzo:

Piazza Municipio, 84010, Scala, SA, Italia

GPS:

40.6535391, 14.607847900000024

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