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Il comune di Torraca è un piccolo centro situato al sud della Campania nel basso Cilento, non lontano dalla Basilicata con la quale però non confina.

Il Municipio è situato in Via Fenice 1 cap. 84030.

Il termine Torraca deriva presumibilmente da Torre de Jaco, un signore vissuto a Torraca nei secoli passati.

Poco conosciamo delle sue origini, che sembrano risalire al sec. X d.C. e sono da attribuire a popolazioni di matrice greca.

L’ipotesi più probabile è che furono gli stessi abitanti della costa, distante circa 10 Km dal borgo, spinti dalle devastazioni dei Saraceni nel 915 a rifugiarsi sulle colline e a fondare il nuovo rustico centro abitato.

Durante la guerra del Vespro fra angioini ed aragonesi (1285-1302), l’antico borgo costituì uno dei principali fortilizi angioini dell’entroterra.

Il Cappelli scrive che il santo monaco italo-greco Fantino visse nel Mercurium, ma tra il 951-952 si trasferì a Torraca, dove morì e probabilmente vi sono conservate le sue spoglie.

Nel 1806 il paese subì l’assalto delle truppe francesi, che dettero alle fiamme gran parte dell’abitato e saccheggiarono il Castello Baronale esportandone quadri, statue ed altri oggetti di valore.

Carlo Pisacane nel giugno del 1857, dopo lo sbarco a Sapri, venne a Torraca nella storica piazzetta dell’ Olmo, tenne un famoso discorso, incitando il popolo alla rivolta, nessuno però poté seguirlo nel suo disegno perché ricorreva in quel giorno la Festa di San Pietro, il Santo Patrono. I torrachesi comunque gli indicarono la strada per arrivare, senza pericolo, al Fortino.

Il piccolo borgo e le terre circostanti  furono nei secoli proprietà di molti feudatari.

Il primo nome che viene citato è quello di Bartolomeo di Torraca proprietario di terre e di beni, successivamente nel 1270 il feudo passò nelle mani del nobile Francesco Sanseverino, conte di  Lauria che lo diede in subfeudo a Tommaso Monforte di Laurito.

Dalla fine del 1300 il feudo è oggetto di una lunga serie di vendite e tra i proprietari  più illustri annoverati ricordiamo i De Freda e i Gambacorta.

Nel 1599 il feudo passa  nelle mani di Decio Palamolla, barone di Scalea che si trasferisce  a Torraca per la bellezza del posto e per le favorevoli condizioni metereologiche. Fu il primo barone di Torraca e di  Sapri, al tempo territorio torrachese. Decio Palamolla sposò Brianna Gaetani  e nei successivi tre secoli si susseguirono ben 7 baroni della stessa dinastia: Carlo, Vespasiano, Francesco, Biagio etc.

Nel 1852 nel corso di una  sua visita in Calabria, Ferdinando II, Re delle due Sicilie (1830 al 1859), il 27 settembre sbarcando dalla nave Carlo III, approdò a Sapri e fu ospite del Barone Biagio Palamolla a Torraca…

Il Re fu accolto con festose manifestazioni: luminarie, spettacoli, giochi di fuoco e danze.

In quell’ occasione fu donata al barone Palamolla una carrozza, segno di gratitudine del Re Ferdinando.

Il 3 marzo del 1799, sotto il baronato di Vespasiano Palamolla e Teresa Moscati, avvenne un fatto straordinario che cambiò le sorti del piccolo comune di Torraca.

La popolazione di Torraca era minacciata dai francesi che dopo aver devastato e conquistato i paesi limitrofi si dirigevano verso il borgo. La gente, disperata, si riunì in chiesa è pregò a lungo la Madonna dei Cordici.

La preghiera fu ascoltata. Discese all’improvviso una nebbia fitta e oscura che avvolse il borgo rendendolo invisibile alla vista del nemico che passò oltre. Si narra che il volto della Madonna e il braccio di Gesù grondarono di sudore dopo il fallito attacco dei francesi.

Alcuni anni dopo, il 4 agosto 1806 festa di San Domenico, i francesi del Generale Massena, dopo aver messo a guasto e rovina il castello baronale, asportandone i quadri, statue e oggetti preziosi, distrussero con un incendio l’archivio della chiesa parrocchiale.

Andarono perduti documenti, atti, registri e pergamene di grande importanza storica.

Da allora due volte a l’anno, il 3 marzo e l’8 settembre viene festeggiata La Madonna dei Cordici, copatrona di Torraca.

Indirizzo

Il nosto indirizzo:

Via Fenice, 1, Torraca, 84030 SA, Italia

GPS:

40.111888, 15.636978

Telefono:
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