Massascusa è da ritenersi che sia stato il primo centro abitato che si è formato nell’attuale territorio del Comune.

Probabilmente raccolse. Dopo la distruzione di Velia del 673, gruppi di profughi ai quali tramite il Libellum la chiesa garantiva la sopravvivenza.

Che le origini di Massascusa come centro abitato siano da collocarsi in quest’epoca e in queste contingenze, è suggerito anche dal fatto che l’intitolazione della chiesa più antica del paese ad un papa, San Felice, è la testimonianza della memoria di essere quelle terre “masse” della chiesa di Roma; e per giunta intitolata al papa che per primo sollecitò donativi allo Stato in favore di una chiesa.

Il 14 ottobe 1899 i fratelli Antonio e Giovanni Ravera  acquistarono da Corradino Ferrara di San Biase, oltre a migliaia di pinte di castagni e di querce i diritti di costruzione di una turbina, dell’impianto di caldaie, della costruzione di un fumaiolo e degli ambienti necessari per la lavorazione del legno e l’estrazione del tannino, assai richiesto anche per la concia delle pelli, dando così il via ad una Fabbrica di estratti tanninici, conosciuta ed apprezzata in molti paesi europei.. L’industria fu salutare per la popolazione del Comune. Essa frenò l’emigrazione che nel 1911 spopolò il Cilento.

Il borgo, uno dei più antichi del Comune, è caratterizzato dal centro abitato raccolto intorno alle due chiese parrocchiali dedicate a San Felice e a San Martino, già menzionate dal Cafaro nel seicento. La Chiesa di San Felice, inserita nel centro storico, è la tipica espressione dell’architettura religiosa dei centri rurali del Cilento.

La Chiesa di San Martino a navata unica, il cui interno è sovrastato da un bel soffitto a  cassettone con rifiniture dorate, con l’antica torre poco distante rappresenta l’emergenza architettonica più importante del luogo. Interessante per Massascusa e per l’intero territorio è stata la presenza, nei primi anni del 1900, dell’industria dei fratelli Ravera sita a San Sumino. L’industria sfruttava i castagneti della zona e produceva estratti tannici che venivano esportati anche in alcuni paesi europei. Ancora oggi sono visibili i resti di parti della struttura dell’opificio.

Indirizzo

Il nosto indirizzo:

Massascusa, SA, Italia

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40.199821, 15.275803499999938

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