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Santa Barbara è l’abitato più popolato di tutte le frazioni, il cui toponimo risale al X secolo. Già esistente come chiesa nel 977, verosimilmente con un minuscolo abitato attiguo, e poi cenobio greco documentato a partire dal 1005, ma verosimilmente fondato nel secolo precedente.

Nella località scavi archeologici hanno messo in luce reperti risalenti al V secolo a.C. evidentemente la zona doveva essere ben nota ai greci di Velia, i quali dovevano aver istituito anche un avamposto sul colle della Contrada San Nicola, se su un tratto del colle stesso, spianato per ricavarne un’area da adibire alla battitura  delle spighe di grano, emersero antiche tombe con resti umani.

L’esistenza del Cenobio è attestata da sicuri documenti cavensi  del X secolo. Le pergamene ci informano di Igumeni, del flumen Bruca e del Mons Tevorio, notizie tutte che confermano l’arrivo dei monaci nel luogo da Velia, attraverso la via Bruca, l’antica via Velina.

E’ caratterizzata da un notevole centro storico con gli antichi palazzi arricchiti da notevoli portali in pietra decorata.
Palazzo Ferolla (XIX secolo) rappresenta una delle costruzioni più interessanti, in quanto l’edificio attuale è il risultato dell’addizione di più unità abitative acquistate dalla famiglia ai primi del novecento e, dopo una serie di lavori, assunse la forma di “palazzo”. Sulla facciata, di chiaro stile liberty, sono collocate sculture in gesso raffiguranti personaggi dell’epoca.
Di fronte a Palazzo Ferolla si erge un’altra fabbrica molto interessante, si tratta di Palazzo Testa-Ferrara (XVIII secolo) che è stata l’abitazione di Tiberio Testa (1766-1848) e del figlio Felice (1815-1875), poeti fortemente legati a Ferdinando IV. La casa, nel 1818, fu acquistata dalla Famiglia Ferrara  che, nel 1836, la ingrandì costruendo l’imponente portone con le due colonne in pietra realizzate nel fiume Bruca dal maestro Saverio Desiderio da Vallo della Lucania. L’edificio ha una torretta di avvistamento per il controllo della vallata sottostante; all’interno, vi è un cortile rettangolare, da cui parte uno scalone in pietra, con colonne in pietra che sorreggono degli archi, che collega i vari livelli.
Poco distante dal Palazzo nel rione detto “‘ntavolato” c’è la settecentesca Cappella della Madonna del Monte, appartenente alla famiglia Ferrara che, il 9 luglio 1802, ne ottenne la titolarità dalla Badia di Cava. Sull’altare c’è una nicchia che ospita una statua murata raffigurante la Madonna del Monte che con la  destra indica il Bambino seduto sulla sua mano sinistra (Vergine “Odighitria”: che mostra la via). La statua  realizzata in mattoni legati tra loro con malta, poi modellata e rifinita con gesso e stucco, infine  dipinta con colori vivaci, è tipica dell’iconografia cilentana che comprende le cosidette “Madonne in pietra”. Nella nicchia a lato dell’altare vi è un’altra statua risalente al XVIII secolo raffigurante la Madonna Addolorata. Elemento molto interessante presente nella Cappella è una pregevole acquasantiera in marmo lavorato sia esternamente che internamente; sulla fascia esterna la successione i archi traforati a sesto acuto su colonnine con capitelli stilizzati, fa supporre che l’acquasantiera potrebbe risalire a un periodo antecedente al 1700.

In via Elea  e in via Capocasale si possono ammirare bei portali in pietra;  poco fuori dell’abitato si trovano altri palazzi di particolare interesse; degne di riguardo sono le belle case di campagna alle località Campo e Vignali ma, fra tutti, alla località Campo, spicca l’imponente edificio una volta appartenuto alla famiglia Ferolla.

In località Santa Maria si notano alcuni resti del vecchio Cenobio Basiliano.

Indirizzo

Il nosto indirizzo:

Santa Barbara, Ceraso, SA, Italia

GPS:

40.1785479, 15.257702300000005

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