Il Teatro Municipale Giuseppe Verdi di Salerno è un teatro a struttura lignea dell’Ottocento, con quattro ordini di palchi e un loggione.

Fu progettato nel 1863 per volontà di Matteo Luciani, primo sindaco della città dopo l’Unità d’Italia. Il progetto fu redatto dall’ingegnere Antonino D’Amora e dall’architetto Giuseppe Menichini, i quali si basarono sulle proporzioni del Teatro San Carlo di Napoli ma con una sala cinque volte più piccola.

Nel 1869 fu ultimata l’opera di costruzione che si presentava allora quasi come oggi (aveva solo due palchi in più sacrificati ai primi del Novecento per costruire due uscite di sicurezza). Il teatro era costituito inizialmente da un palcoscenico con uno sfondato di 94 palmi, da una platea con una capienza di 240 sedie, da 4 file di 17 palchi ognuna, da 4 palchi ancora oggi detti “della lettera” (perché contrassegnati da una lettera dell’alfabeto) e dal loggione.

Le decorazioni interne sono dei pittori Gaetano e Fortunato d’Agostino che furono affiancati da numerosi artisti salernitani e partenopei. Di particolare pregio è il soffitto, dipinto da Pasquale Di Criscito, che raffigura il musicista Gioachino Rossini intento a dirigere le sue opere mentre viene ispirato dalle nove muse.

Notevole per fattura è anche il fondale, all’epoca definito “il più bello esistente in Italia”, realizzato da Domenico Morelli con la collaborazione degli allievi Giuseppe Sciuti ed Ignazio Perricci. Vi è raffigurata la cacciata dei Saraceni da Salerno dell’871.

L’ingresso della platea è preceduto da una pregevole statua in bronzo raffigurante “Pergolesi morente” opera dello scultore Giovanni Battista Amendola.

All’edificio del teatro sono annesse le sale del Casino Sociale, punto di ritrovo della nobiltà salernitana del XIX secolo e, attualmente, club esclusivo. Il circolo è decorato con scene a tema dagli stessi pittori sopra citati.

Il teatro fu inaugurato il 15 aprile 1872, l’intitolazione a Verdi avvenne solo alla morte del compositore nel 1901.

Nel corso della seconda guerra mondiale fu utilizzato dalle truppe alleate sbarcate a Salerno e, a causa dei danni subiti, poté riaprire solo nel 1952.

Subì enormi danni anche durante il terremoto dell’Irpinia del 1980 quando rimase inagibile per circa 14 anni. La ristrutturazione, fu completata nel 1994, anno in cui fu reinaugurato in occasione del cinquantenario di “Salerno Capitale d’Italia” con un concerto dei Solisti Veneti.

Nel corso della sua storia le sue scene sono state calcate da grandi della prosa e della musica. Verso la fine dell’Ottocento vi mosse i primi passi il tenore Enrico Caruso.

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