La provincia di Salerno è una provincia italiana della Campania, la seconda provincia campana per numero di abitanti e settima in Italia (seconda, se si escludono le città metropolitane). Comprende 158 comuni, il che ne fa la prima provincia campana per numero di comuni.

Affacciata a sud-ovest sul mar Tirreno, confina a nord-ovest con la città metropolitana di Napoli, a nord con la provincia di Avellino e ad est con la provincia di Potenza in Basilicata.

La provincia di Salerno ricalca, grosso modo, i confini dell’antica provincia di Principato citeriore (unità amministrativa, dapprima del Regno di Sicilia, poi del Regno di Napoli, infine del Regno delle Due Sicilie).

Per la vastità del territorio, comprendente diverse entità storico-geografiche distinte, è sicuramente una delle province più varie ed eterogenee d’Italia.

Nella parte più settentrionale della provincia, troviamo l’area dell’agro nocerino sarnese, saldata urbanisticamente con l’area vesuviana, quindi al confine con la città metropolitana di Napoli, con la quale condivide gran parte dei servizi essenziali, la zona è la meno estesa della provincia (188 km²) ma la più rilevante dal punto di vista demografico e con una densità abitativa di circa 1800 abitanti al km², è fertilizzata dalle ceneri vesuviane ed è irrigata dal fiume Sarno, sempre a nord sul versante est è situata la costiera amalfitana parte meridionale della penisola sorrentina, dichiarata dall’Unesco, patrimonio dell’umanità. Porta della costiera amalfitana.

Proseguendo verso sud est si trova il capoluogo, che si sviluppa nel punto in cui la valle dell’Irno sfocia verso il mare, fra le propaggini dei monti Lattari e dei monti Picentini.

Proseguendo verso est troviamo la piana del Sele o di Paestum, fino al Novecento terra malsana e paludosa, oggi zona ad elevata produttività agricola e di forte richiamo turistico. A nord della piana c’è la zona collinare e poi montuosa dell’Alto e Medio Sele ai confini con l’Irpinia.

Infine, oltre il Sele, le vaste aree del Cilento e del vallo di Diano, territori prevalentemente montuosi e verdeggianti di difficile accessibilità, a lungo rimasti isolati dai principali flussi di traffico, ma di grande fascino paesaggistico tanto da essere dichiarati parco nazionale e patrimonio UNESCO.

Il territorio, in prevalenza collinare, è ricco di corsi d’acqua, il principale dei quali è il fiume Sele, che nasce in provincia di Avellino e sfocia ad Eboli, in località Foce Sele, a 5 km di distanza da Paestum, con una portata di circa 70 m/s. Altri corsi d’acqua rilevanti sono il suo affluente Calore Lucano, il Tanagro, il Bussento, il Sarno, e l’Alento, da cui prende il nome la regione cilentana.

Tra le alture di rilievo, vanno ricordate il Cervati (1898 m) e il massiccio degli Alburni col monte Panormo (1742 m), appartenenti all’Appennino lucano; il Polveracchio (1790 m) e l’Accellica (1660 m), appartenenti all’Appennino campano. Le valli di maggiore dimensione sono il vallo di Diano, la valle del Sele e la val Calore. La costa della provincia di Salerno si estende per circa 220 km, da Positano a Sapri; la morfologia della costa è estremamente varia: la parte nord è rappresentata dalla celeberrima costiera amalfitana, aspra e frastagliata, dalla quale si godono panorami unici al mondo; la parte centrale è piatta ed è caratterizzata da un’ampia ed ininterrotta spiaggia, orlata da una rigogliosa pineta, che si estende per più di 50 km da Salerno ad Agropoli, passando per Paestum; la parte sud, detta “Costiera Cilentana”, si estende per circa 100 km da Agropoli a Sapri ed è caratterizzata dal continuo alternarsi di tratti aspri e rocciosi a spiagge ampie e sabbiose.

Storicamente, lo sviluppo territoriale è stato pesantemente influenzato dall’assetto geografico. I primi insediamenti umani di cui si abbiano tracce interessano la parte della piana pestana più vicina al capoluogo (comune di Pontecagnano Faiano e zone limitrofe). In epoca storica, la provincia fu visitata dagli Etruschi che fondarono Nuceria Alfaterna ed un insediamento a Fratte e soprattutto dai Greci, che vi fondarono un importante centro della Magna Grecia, Posidonia, poi ribattezzata dai Romani Paestum, oggi area archeologica tra le più importanti d’Italia. I coloni greci conquistarono anche la città focea di Elea, che avrebbe dato i natali a Parmenide e Zenone, tra i maggiori filosofi dell’antichità. Notevole importanza ha avuto la città di Eboli che, fino a qualche secolo fa, occupava un’ara che si estendeva dal Sele al Tusciano, occupando anche il territorio dell’odierna Battipaglia.

Il capoluogo fu probabilmente insediamento etrusco, poi colonia greca che venne più tardi conquistata o sostituita da una colonia romana, come altri centri della provincia, al tempo della seconda guerra punica. Divenne comunque colonia cittadina nel III secolo a.C. Era in origine un castrum, un accampamento militare posto sul fiume Irno, all’inizio della valle omonima che risale verso le zone più interne della regione, Avellino e Benevento. Tale valle rivestirà grande importanza negli anni successivi alla caduta dell’Impero romano d’Occidente.

Nel V secolo, infatti, il territorio fu coinvolto nella guerra greco-gotica, e le zone più meridionali rimasero tagliate fuori dagli sviluppi successivi, accomunandosi alla Basilicata anche in termini di isolamento e ritardo storico a causa della relativa facilità di collegamento con l’allora Lucania attraverso il Vallo del Diano. Subito dopo, i Longobardi (succeduti ai Goti nella lotta contro Bisanzio) istituirono a Benevento un loro ducato, detto Longobardia Minor per distinguerlo dai possedimenti longobardi in Italia settentrionale. Attraverso la valle dell’Irno i guerrieri nordici calarono poi su Salerno, allora bizantina, e la espugnarono istituendo anche lì una sede ducale (la statale che collega i due capoluoghi appunto lungo la valle dell’Irno è ancor oggi detta dei Due Principati). La storia della Longobardia minor finirà con l’esser ancor più lunga di quella maggiore: a Salerno infatti il governo longobardo giunse fin oltre il 1000, quando fu sostituito dalla fondazione del primo regno normanno d’Italia, ad opera di Roberto il Guiscardo, che rovesciò l’ultimo duca longobardo Guaimario V, impalmandone la figlia Sichelgaita (1077). Qualche anno dopo i normanni misero fine anche alla Repubblica Amalfitana, a lungo rivale del capoluogo, e si rivolsero a fini di conquista ad altre regioni, disinteressandosi delle zone meridionali della provincia (Cilento e Vallo di Diano), abbandonate alle incursioni saracene ed alla fame.

Il successivo sviluppo della dinastia normanna, che culminerà nella straordinaria figura di Federico II, porterà poi la Storia e il potere (e la Scuola medica salernitana, straordinario esempio di cooperazione interculturale) lontano da Salerno e dalla sua provincia, iniziando un processo di lenta decadenza.

Il territorio corrispondente all’attuale provincia di Salerno, dal 1273 al 1860, era un’unità amministrativa appartenente al Regno di Sicilia (poi al Regno di Napoli, quindi al Regno delle Due Sicilie); il suo nome era: Principato Citra ed era strutturato in Giustizierato prima (1273-1806) e Provincia del Regno poi (1806-1860).

Nel XIX secolo l’economia della provincia conobbe una forte crescita. Il settore tessile si sviluppò enormemente, grazie all’investimento di diverse famiglie svizzere, gli Züblin, Wenner, e Schlaepfer a Fratte di Salerno sul fiume Irno e poi i Mayer e i Freitag a Scafati sul fiume Sarno, che vi iniziarono una fiorente attività tessile. Tali insediamenti portarono la Rivoluzione Industriale nel salernitano, favorendo la nascita di un significativo polo industriale tessile che riguarderà anche Angri e Nocera, espandendosi poi fino a Poggioreale e Piedimonte Matese, giungendo ad impiegare ben 12.000 operai intorno al 1880.

Prima dell’Unità, nel 1857 Carlo Pisacane trovò la morte a Sanza nel Vallo di Diano, ucciso dai contadini del posto che pensavano si trattasse di un fuorilegge. Furono molti i salernitani che appoggiarono Garibaldi nel 1860 quando attraversò la provincia diretto a Napoli (erano numerose le affiliazioni alla Carboneria risorgimentale a Salerno).

L’industria alimentare ebbe un forte sviluppo durante il Regno d’Italia e fu particolarmente promossa e sovvezionata da Mussolini, specialmente nell’agro Sarnese-nocerino e nella Piana del Sele. Ma le fortune del tessile nella provincia subirono un forte rallentamento alla fine dell’Ottocento e la produzione andò scemando nel corso del XX secolo. L’ultima fabbrica tessile della valle dell’Irno fu delocalizzata nel settembre 2007.

Il regime fascista promosse poi la bonifica della piana pestana, liberando terra fertile che fu assegnata anche a coloni da altre parti d’Italia, e con la ferrovia tirrenica (a binario unico fino al 1925) si favorirà la penetrazione della modernità in Cilento, 2500 anni dopo l’involontaria visita del mitico prototurista Palinuro, nocchiero d’Enea.

Dopo le distruzioni della seconda guerra mondiale la provincia sta registrando un notevole sviluppo anche industriale, specialmente nella parte settentrionale intorno al capoluogo.

La Provincia di Salerno presenta diverse eccellenze ambientali, spesso riconosciute anche a livello amministrativo. il territorio accoglie infatti un parco nazionale, il già ricordato Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, quattro parchi regionali (il Parco regionale Monti Picentini, il Parco naturale Diecimare, il Parco regionale Bacino Idrografico del fiume Sarno e il Parco regionale dei Monti Lattari), una Riserva Naturale Statale (la Valle delle ferriere), due Riserve Naturali Regionali (quella della Foce Sele e Tanagro e quella dei Monti Eremita e Marzano), poi due aree marine protette (l’Area marina protetta di Punta Campanella e l’Area marina protetta di Santa Maria di Castellabate e Punta Licosa, prima area marina protetta in italia prevista fin dal 1972), e infine le oasi protette del Monte Polveracchio e di Persano.

Inoltre, sul territorio sono presenti due siti riconosciuti dall’UNESCO Patrimonio dell’umanità, la Costiera Amalfitana e il Parco Nazionale del Cilento e del Vallo del Diano, che è riconosciuto anche riserva della biosfera e primo geoparco, tra i parchi nazionali italiani.

La Costiera Amalfitana comprende i territori dei comuni rivieraschi compresi tra Positano e Vietri sul Mare, alle porte del capoluogo. Si tratta di un territorio di straordinaria bellezza paesaggistica in cui l’attività umana ha saputo integrarsi perfettamente, attraverso il paziente lavoro millenario per strappare alle scoscese balze montane fazzoletti di terra per uso agricolo o edilizio. Si è creato così un paesaggio antropizzato unico al mondo, impreziosito da testimonianze storiche ed architettoniche tra le quali occorre segnalare il Duomo di Amalfi e i giardini di Villa Cimbrone e Villa Rufolo a Ravello.

Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano è invece un vasto territorio di 180.000 ettari che, anche grazie ad un isolamento secolare, ha saputo conservare usi antichissimi, di grande valore salutistico ed ambientale. È infatti ad Acciarolie Pioppi, sulla costa cilentana, che Ancel Keys, nutrizionista statunitense, ha condotto gli studi sull’alimentazione che hanno portato alla definizione della famosa ‘dieta mediterranea’. Attualmente, il territorio è interessato da una ricerca del CNR, mirante a individuare i fattori anche genetici che consentono eccezionale, attiva longevità in perfette condizioni di salute alla popolazione cilentana. Al Parco, ai fini dell’attribuzione della qualifica di Patrimonio dell’Umanità sono stati aggiunti i siti archeologici di Paestum e Velia (l’antica Elea), la Certosa di Padula, le Grotte di Pertosa e le Grotte di Castelcivita.

Occorre infine segnalare che l’area del Cilento è oggi uno straordinario serbatoio di biodiversità in campo florofaunistico, esemplificata dalla Primula di Palinuro (Primula palinuri), ma in particolare per quanto riguarda le piante alimentari: per tutte, si segnala il fagiolo di Controne, dalla buccia sottilissima e dall’eccellente digeribilità. Per questi motivi nel 1997 il Parco è stato inserito dall’Unesco nel Programma MAB (Man And Biology), come Riserva della biosfera e nel 2010 è stato nominato primo, tra i parchi nazionali, Geoparco italiano. Un’altra caratteristica è l’area ambientale incontaminata del Vallo di Diano, territorio ai confini della Basilicata a 60 km da Salerno. Il Vallo di Diano è un punto di riferimento per tutti coloro che amano la natura e la gastronomia, dalla Valle delle Orchidee a Sassano alle Grotte di Pertosa, dalle escursioni trekking per i sentieri del Cervati ai Boschi di Sanza. Il territorio ospita anche complessi ipogei di grande interesse, fra i quali si citano le Grotte di Castelcivita, con uno sviluppo di oltre 4 km, le Grotte di Pertosa, da visitare in parte in barca, le Grotte del Bussento sul fiume omonimo.

I settori trainanti della provincia sono l’agroindustria, il terziario ed il turismo. Nella piana del Sele oltre all’industria risulta molto sviluppata l’agricoltura e la zootecnia. Le attività industriali sono numerose nella zona settentrionale della provincia e nella piana del Sele.

A sud del capoluogo sono presenti numerosi caseifici per la produzione di formaggi tra cui spicca la mozzarella di bufala.

Ben sviluppato è anche il settore della pesca, soprattutto quella del tonno nel comune di Cetara.

Suddivisione territoriale

Capoluogo: Salerno

Costa d’Amalfi

  • Sant’Egidio Monte Albino
  • Comune di Conca Dei Marini
  • Comune di Atrani
  • Comune di Amalfi
  • Comune di Vietri sul Mare
  • Comune di Tramonti
  • Comune di Scala
  • Comune di Ravello
  • Comune di Praiano
  • Comune di Positano
  • Comune di Minori
  • Comune di Maiori
  • Comune di Furore
  • Comune di Cetara
  • Comune di Cava de’ Tirreni

Agro Nocerino Sarnese

  • Comune di Angri
  • Comune di Castel San Giorgio
  • Comune di Corbara
  • Comune di Nocera Inferiore
  • Comune di Nocera Superiore
  • Comune di Pagani
  • Comune di Roccapiemonte
  • Comune di San Marzano sul Sarno
  • Comune di San Valentino Torio
  • Comune di Sarno
  • Comune di Scafati

Valle dell’Irno

  • Comune di Baronissi
  • Comune di Bracigliano
  • Comune di Calvanico
  • Comune di Fisciano
  • Mercato San Severino
  • Comune di Pellezzano
  • Comune di Siano

Alto e Medio Sele

  • Comune di Campagna
  • Comune di Caselnuovo di Conza
  • Comune di Colliano
  • Comune di Contursi Terme
  • Comune di Oliveto Citra
  • Coimune di Santomenna
  • Comune di Valva

Piana del Sele

  • Comune di Battipaglia
  • Comune di Bellizzi
  • Comune di Eboli
  • Comune di Pontecagnano Faiano

Lambro e Mingardo

  • Comune di Ascea
  • Comune di Camerota
  • Comune di Celle di Bulgheria
  • Comune di Centola
  • Comune di Cuccaro Vetere
  • Comune di Futani
  • Comunie di Laurito
  • Comune di Montano Antilia
  • Comune di Pisciotta
  • Comune di Roccagloriosa
  • Comune di Rofrano
  • Comune di San Giovanni a Piro
  • Comune di San Mauro la Bruca
  • Comune di Alfano

Vallo del Diano

  • Comune di Atena Lucana
  • Comune di Buonabitacolo
  • Comune di Casalbuono
  • Comune di Monte San Giacomo
  • Comune di Montesano sulla Marcellana
  • Comune di Padula
  • Comune di Pertosa
  • Comune di Polla
  • Comune di Sala Consilina
  • Comune di San Pietro al Tanagro
  • Comune di San Rufo
  • Comune di Sant’Arsenio
  • Coumune di Sanza
  • Comune di Sassano
  • Comune di Teggiano

Zona del Bussento-Golfo di Policastro

  • Comune di Casaletto Spartano
  • Comune di Caselle in Pittari
  • Comune di Ispani
  • Comune di Morigerati
  • Comune di Santa Marina
  • Comune di Sapri
  • Comune di Torraca
  • Comune di Torre Orsaia
  • Comune di Tortorella
  • Comune di Vibonati

Zona del Tanagro

  • Comune di Auletta
  • Comune di Buccino
  • Comune di Caggiano
  • Comune di Ricigliano
  • Comune di Romagnano al Monte
  • Comune di Salvitelle
  • Comune di San Gregorio Magno
  • Comune di Palomonte

Alburni

  • Comune di Aquara
  • Comune di Bellosguardo
  • Comune di Castelcivita
  • Comune di Controne
  • Comune di Corleto Monforte
  • Comune di Ottati
  • Comune di Petina
  • Comune di Postiglione
  • Comune di Roscigno
  • Comune di Sant’ Angelo a Fasanella
  • Comune di Serre
  • Comune di Sicignano degli Alburni

Calore Salernitano

  • Comune di Campora
  • Comune di Capaccio-Paestum
  • Comune di Castel San Lorenzo
  • Comune di Felitto
  • Comune di Giungano
  • Comune di Laurino
  • Comune di Magliano Vetere
  • Comune di Monteforte Cilento
  • Comune di Piaggine
  • Comune di Roccadaspide
  • Comune di Sacco
  • Comune di Stio
  • Comune di Trentinara
  • Comune di Valle dell’Angelo
  • Comune di Albanella
  • Comune di Altavilla Silentina

Alento e Monte Stella

  • Comune di Casal Velino
  • Comune di Castellabate
  • Comune di Cicerale
  • Comune di Laureana Cilento
  • Comune di Lustra
  • Comune di Montecorice
  • Comune di Ogliastro Cilento
  • Comune di Omignano
  • Comune di Perdifumo
  • Comune di Pollica
  • Comune di Prignano Cilento
  • Comune di Rutino
  • Comune di San Mauro Cilento
  • Comune di Serramezzana
  • Comune di Sessa Cilento
  • Comune di Stella Cilento
  • Comune di Torchiara
  • Comune di Agropoli

Gelbison e Cervati

  • Comune di Cannalonga
  • Comune di Castelnuovo Cilento
  • Comune di Ceraso
  • Comune di Gioi
  • Comune di Moio della Civitella
  • Comune di Novi Velia
  • Comune di Orria
  • Comune di Perito
  • Comune di Salento
  • Comune di Vallo della Lucania

Valle del Picentino

  • Comune di Castiglione del Genovesi
  • Comune di Giffoni Sei Casali
  • Comune di Giffoni Valle Piana
  • Comune di Montecorvino Pugliano
  • Comune di Montecorvino Rovella
  • Comune di Olevano sul Tusciano
  • Comune di San Cipriano Picentino
  • Comune di San Mango Piemonte
  • Comune di Acerno